Tre giorni di battaglia contro l’acqua: una strage di animali e attrezzature

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 11 febbraio 2015 - Due potenti pompe sono al lavoro da tre giorni: succhiano l’acqua limacciosa e la scaricano sul greto del Foglia. Eppure l’area alluvionata di via Sardegna (foto) è ancora un lago, dopo quel terribile venerdì sera (foto e video). Un lago profondo al centro oltre due metri. Ieri mattina i titolari dei capanni più prossimi alla strada hanno provato per la prima volta ad avventurarsi nelle proprietà. Missione quasi impossibile. Nella migliore delle ipotesi l’acqua arriva al petto e comunque c’è poco da salvare. Ogni cosa è stata invasa dall’acqua, i mezzi meccanici sono tutti sott’acqua, elettrodomestici, attrezzature edili inservibili. Gli animali, quasi tutti morti (video).

Venerdì mattina, quando il Foglia s’era fatto minaccioso e avevano dovuto mettere le tavole di rinforzo all’argine, in molti avevano messo al riparo i mezzi sotto il ponte della circonvallazione. Poi il fiume s’era leggermente abbassato e qualcuno aveva riposto tutto nei capanni, illudendosi dello scampato pericolo. Senza prevedere il disatro. Non è stata la temuta tracimazione del Foglia, ma la rottura dell’argine, pochi metri a monte.

Ci sono ancora tutti gli animali morti dentro quei recinti. «Si è salvato solo il gatto – dice Paolo Cimarelli, uno dei proprietari di quella cittadella confusa fatta di orti, recinti, capanni, residenze in muratura – il frigo spinto dall’acqua ha fatto saltare il tetto e l’animale ha potuto raggiungerlo».

C’è il titolare di una ditta termoidraulica, Piero Nardini: «Venerdì purtroppo ero a letto con la febbre – racconta – è andato giù il mio socio, ha controllato la balza e ha visto che l’acqua era calata. Poi sono arrivati quelli del Comune con l’altoparlante a dire che la zona doveva essere evacuata e anche lui ha dovuto allontanarsi».

Dentro i recinti invasi dall’acqua, salita quella notte fino a tre metri, sono morti centinaia di animali: pollame soprattutto, conigli, caprette, cani. Gli stessi cani che la mattina gironzolano dintorno. Tanti uccelli, rinchiusi nelle gabbiette e nelle voliere: merli, tordi, canarini, pappagalli, piccioni. Hanno cercato fino all’ultimo di resistere, appollaiati sui trespoli alti, ma l’acqua li ha raggiunti anche lì. Una capretta l’hanno trovata sopra il tetto di lamiera; di notte è stata mezzo divorata dai predatori. Un orologio a muro coperto di fango segna l’ora in cui è finito annegato: le 18 e 25.

Non è la prima volta che l’area va sott’acqua, e lì del resto, trovandosi la golena al di sotto dell’argine, il rischio è permanente. «Il Comune ci aveva promesso aiuti dopo la precedente alluvione – dice uno degli anziani – li stiamo ancora aspettando. Tante promesse, e poi non si è visto nessuno».

ma.ci.



LEGGI LE NEWS DE IL RESTO DEL CARLINO

Precedente Blitz nella notte: via Mandela ridiventa via Almirante Successivo Sorpreso mentre cede una dose di eroina, pusher in manette