Treia, nessuna truffa ai danni del parroco: tutti assolti

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Treia (Macerata), 25 settembre 2014 – Accusati di aver truffato don Natale Branchesi, sono stati prosciolti Vincenzo Di Maso e Patrizia Coco: secondo la denuncia, i due avrebbero sottratto 63mila euro al religioso.

I fatti sarebbero avvenuti dal 2004 al 2007 a Passo di Treia, dove all’epoca don Natale era parroco. Di Maso, accompagnato da Coco, sarebbe andato da don Natale, lamentandosi per le sue infinite disgrazie. Il parroco di Passo di Treia gli avrebbe dunque dato diverse somme di nel tempo, che ovviamente non avrebbe mai visto e alla fine avrebbe denunciato la coppia. Si è scoperto poi che Di Maso, che avrebbe usato la stessa tecnica con tanti altri sacerdoti, aveva il vizio del gioco d’azzardo e per questo chiedeva soldi. Ieri, all’ultima udienza, il colpo di scena.

Il Pm (avvocato Lorenzo Pacini) ha chiesto la condanna a otto mesi di reclusione per Di Maso, e la prescrizione per Coco che aveva partecipato solo a un episodio nel 2004. Alla stessa richiesta si sono associati gli avvocati Giancarlo Nascimbeni e Simone Longhi, per don Natale. Invece l’avvocato difensore Domenico Biasco ha fatto presente un principio giuridico: la truffa non è un reato permanente, ma istantaneo: ogni episodio va considerato a sé. La maggior parte delle somme, 50mila euro, Di Maso le avrebbe prese fino al 2005, ma quei fatti sono ormai prescritti; per quelle successive, si tratta di cifre più basse, senza l’aggravante del danno rilevante. E dato che la querela era tardiva, l’imputato non poteva essere condannato. E questa tesi ha convinto il giudice Bonifazi, che ha dichiarato prescritti i fatti fino al 2005, e improcedibili per mancanza di querela quelli successivi. La questione potrebbe però avere risvolti civilistici, visto che Di Maso aveva firmato una scrittura con don Natale, nella quale si impegnava a restituire il prestito con un interesse del 5%.



 

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