Triplice suicidio, Fornero ai parenti: “Vorrei incontrarvi”. “No, grazie”

(FONTE IL RESTO DEL CARLINO)

La lettera dell’ex ministro ai familiari delle vittime: manipolato il dolore

Elsa Fornero (Ansa)

Civitanova Marche (Macerata), 6 maggio 2013 – “Sono vicina al suo dolore, che è stato quotidianamente usato, manipolato e strumentalizzato”. Lo scrive l’ex ministro Elsa Fornero in una lettera a Gianna Dionisi, sorella di Romeo, l’uomo che si uccise insieme alla moglie Anna Maria Sopranzi, e il cui cognato, Giuseppe, si buttò in mare dopo aver saputo della tragedia. Era il 5 aprile, un mese fa. E ora che i riflettori si sono sono spenti su un tragedia divenuta simbolo dell’Italia stritolata da crisi e disperazione, la Fornero ha deciso di prendere carta e penna, e di rivolgersi ai parenti delle vittime. Perché anche e soprattutto lei, nelle ore successive al triplice suicidio, è finita nel mirino come emblema di una classe politica distante dalla vita vera, quella del lavoro che non c’è, della pensione che diventa una chimera, della disoccupazione che porta disperazione. E tra le righe l’ex ministro esprime anche la speranza di un incontro: “Sono certa che se avessi l’occasione di poterle parlare da vicino — scrive a Gianna Dionisi — lei sarebbe in grado di vedere nei miei occhi e sentire nelle mia voce la sincerità delle mie parole. Non so se ne avremo la possibilità“. Molto probabilmente no, non ci sarà alcuna possibilità. “Io non ho intenzione di incontrarla“, ribatte infatti la donna. “Se la Fornero avesse consentito a mio fratello di avere la pensione quando gli spettava, non credo che lui, la moglie e suo cognato si sarebbero ammazzati“. Romeo non faceva parte dell’esercito degli esodati, ma la sua storia privata, come milioni di altre, si è intrecciata con la storia nazionale recente dell’Italia in recessione, quella delle riforme e dei tagli. Era un muratore rimasto senza occupazione che aveva aperto la partita Iva per mettersi in proprio e intanto continuava a pagare i contributi con i suoi risparmi. La riforma firmata dall’ex ministro del lavoro fu una delle cause che lo fece sprofondare nel baratro, allontanando il traguardo della pensione che stava inseguendo con tutte le sue forze. “Ma io ho cercato di costruire, non di distruggere“, scrive ancora la Fornero nella lettera. “In questo anno è mezzo di Governo — aggiunge — ho dedicato tutte le mie energie e la mia onestà intellettuale a progettare e a relizzare quelle riforme strutturali che per troppo tempo il nostro Paese ha rinviato. L’ho fatto con il solo obiettivo di migliorare questo Paese, pensando soprattutto alle generazioni future, troppo spesso dimenticate. Guardo con grande amarezza chi usa la grave perdita dei suoi cari — aggiunge — per mettere artificiosamente in dubbio tutto ciò. C’è troppo livore in questo Paese, perché si riesca a costruire sulle tante cose buone che pure abbiamo”. Ma dall’altra parte, nelle parole di Gianna Dionisi, c’è un dolore ancora troppo forte: “La Fornero se ne lava le mani, e non mi pare che sia giusto. Parla di giovani e fa bene, ma ai giovani bisogna dare lavoro. Accetto la sua lettera, per certi verso ammiro il fatto che abbia deciso di scrivermi, peraltro senza fare clamore. Ma, ripeto, non ho alcuna voglia di incontrarla. Io a questo punto voglio solo voltare pagina“.

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