TRIVELLE, TERZONI (M5S): “CERISCIOLI CONTINUA IL SUO TORBIDO DOPPIO GIOCO”

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“Sul referendum del 17 aprile sulle trivellazioni la condotta del PD è paradossale. A chiamare gli italiani alle urne sono state nove regioni, delle quali sette a guida “Dem”. Tra queste c’è la regione Marche, che come è noto ha sia giunta sia consiglio a trazione totale PD. Matteo Renzi, che nell’anomalia tutta italiana guida il governo ma continua ad essere il padre padrone del suo partito, ha invitato i suoi sodali e  i suoi elettori all’astensione. Insomma: né sì né no. Un boicottaggio in piena regola, che ha suscitato più di un mugugno a livello locale nelle file dei democratici: il PD pugliese, ad esempio, si è immediatamente dissociato col governatore Emiliano in testa. Nelle Marche tutto tace, a partire dall’entourage di Luca Ceriscioli: il presidente persiste nel suo doppio gioco molto opaco. Da una parte finge di voler lottare per difendere il mare marchigiano, dall’altra però poi china la testa dinanzi alla disciplina di partito. Un atteggiamento irresponsabile e molto torbido, in piena linea con l’operato della giunta regionale marchigiana”.

E’ quanto afferma, in una nota, la portavoce del Movimento 5 Stelle presso la Camera dei Deputati On. Patrizia Terzoni.

“Già la scorsa estate Ceriscioli ci aveva dato un assaggio del suo doppiogiochismo in tema di prospezioni in mare: a parole pronunciò più volte il suo “no” alle trivellazioni, ma nel segreto delle stanze di Palazzo Raffaello e nel silenzio tombale dei media diede disco verde alle due piattaforme Eni Bianca e Luisella, a largo della Pesaro di cui è stato sindaco. Era il 15 luglio. Ora il leit motiv è sempre lo stesso: una botta al cerchio e l’altra alla botte. Si promuove il referendum e poi lo si fa fallire, in piena tecnica PD. Anche a noi il quesito referendario non soddisfa appieno perché non cancella gli immani danni dei pozzi in mare, ma la nostra linea è e rimane per il sì. I Dem invece, nelle Marche come a Roma, proseguono con i giochini: propone le cose e poi le fa saltare”.

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