Troppo generoso con mutui e fidi, direttore di banca condannato

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 21 gennaio 2016 - Molti giurano che era un direttore di filiale amatissimo dai suoi clienti. L’altro ieri in tribunale si è capito perché. Un 43enne, responsabile di una filiale in zona Pian del Bruscolo-Monteciccardo dal 2009 al 2012, offriva prestiti e fidi senza stare troppo a guardare sulle garanzie.

Elargiva sempre in contanti, e sempre piccole cifre, ma per un totale di 239mila euro. Per riequilibrare i conti, faceva figurare che entravano molti soldi dei clienti attraverso la cassa continua. In realtà quei soldi non c’erano ma sulla carta sembrava il contrario.

Quando, nel 2012, gli ispettori della banca sono andati a verificare i conti della filiale, si sono imbattuti nella mancanza di denaro che in teoria doveva essere stato raccolto dalla cassa continua. Ma soprattutto hanno visto quella montagna di crediti dati in contanti che non avevano garanzie. Sollevato immediatamente dall’incarico, l’uomo ha cercato di spiegare che non lo aveva fatto per interessi personali né aveva ricevuto alcun vantaggio patrimoniale da questa situazione.

La realtà è che essendo diventato direttore di filiale dopo la gavetta da cassiere, voleva allargare subito la sua clientela attirandola con dei crediti facili che sapeva poter dare. Invece si è ritrovato che pochi dei beneficiari hanno riconsegnato quei soldi e così lui ha dovuto far fronte all’uscita del denaro che la banca gli ha addebitato totalmente.

Dapprima l’uomo attraverso dei familiari ha dovuto aprire un mutuo per la cifra pari a quella elargita ai clienti e versarla interamente alla banca impegnandosi a pagare le rate pena il pignoramento della casa dei familiari, poi è stato licenziato. E infine, nei giorni scorsi, è comparso davanti al tribunale di Pesaro per vedersi condannare alla pena di 5 mesi di reclusione per il reato di appropriazione indebita, al di sotto della pena base perché è stato valutato positivamente il fatto che il 43enne non ha negato nulla, ha ammesso le sue debolezze ed ha ripagato quel denaro concesso con troppa facilità perché preso dalla fregola di apparire un fenomeno agli occhi dei suoi superiori.

Nel corso del processo ha pure spiegato di non avere più un lavoro in banca ma di essersi dedicato al commercio di prodotti e attrezzatura agricola. Non è stato facile nemmeno per la procura credere che un direttore di banca conceda dei prestiti e crediti senza passare al vaglio della sua gerarchia solo per il miraggio di allargare il parco clienti. Eppure, malgrado gli accertamenti della guardia di finanza, la realtà processuale che è emersa è stata quella di un direttore di banca che sognava di arrivare in fretta al successo professionale, senza far troppo attenzione alle regole del gioco.

ro.da.

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