Trovate le ‘balette’ del ‘600: antenate delle palle da tennis

Carlino

Erano in Pinacoteca: sono tra le poche al mondo. Il ritrovamento fatto da Loretta Mozzoni

di Sara Ferreri

Jesi, trovate le 'balette' del ‘600

Jesi, trovate le ‘balette’ del ‘600

Jesi, 19 maggio 2013 – Dopo la preziosa tela del Rubens Jesi riscopre nove reperti, rarità mondiali, risalenti con tutta probabilità al Seicento. Sono le ‘balette’, antenate delle attuali palline da tennis, appartenute con grande probabilità ad una famiglia nobiliare jesina.

Il rinvenimento, come quello del Rubens, lo si deve alla ex direttrice della Pinacoteca Loretta Mozzoni. «Il 7 aprile scorso — racconta lei stessa — ho letto lo scritto di un esperto (Gianni Clerici) che annunciava su un quotidiano nazionale il ritrovamento, unico al mondo, a Mantova, delle ‘balette’: palline in cuoio utilizzate sin dal ‘500 per il cosiddetto Giuoco della Rachetta, poi soppiantate dalla gomma. Guardando le foto di quelle palline in cuoio, alcune delle quali decorate mi si è accesa la lampadina del ricordo. Mi sono tornate in mente quelle 9 palline di cuoio che, quindici anni, prima durante il trasloco del museo civico da palazzo della Signoria a palazzo Pianetti, svuotando il magazzino ho rivenuto assieme a frammenti di ceramica risalente anche al Trecento e vetro d’epoca romana. Due sono decorate con un pigmento rosso e un motivo floreale (che sembra molto simile a quelle di Mantova, ndr). Pensavo fossero una curiosità, ma mai avrei pensato fossero rarità» aggiunge l’esperta d’arte, entusiasta della riscoperta accanto all’assessore alla Cultura Luca Butini che annuncia l’immediata esposizione delle stesse in Pinacoteca oggi stesso in occasione della giornata di musei aperti.

Le sfere di cuoio, cucite con filo dello stesso materiale, sono state rinvenute nel 1936 dentro il pozzo del cortile di palazzo della Signoria, durante il restauro dello stesso. Poi erano state riposte assieme ai frammenti di vetro e ceramica (che si usava gettare nel pozzo) in un vano dello stesso palazzo del ‘400.
Quindici anni fa la «sottovalutata» scoperta e ora i giusti riflettori sui curiosi manufatti. E l’avvio di una ricerca sulla probabile produzione, tra ‘600 e ‘700, di questi manufatti a Jesi.

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