Trovato un accendino nel capannone dove morì bruciato Sandro Grassetti

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Montecchio (Pesaro), 13 novembre 2014 – Ancora un sopralluogo nel capannone di mobili di via 25 Aprile a Montecchio.

Dopo i Ris, ieri è stata la volta del Nia (nucleo investigativo antincendio) dei vigili del fuoco di Roma. Sono stati chiamati dal sostituto procuratore della Repubblica Silvia Cecchi che indaga sulla morte di Sandro Grassetti, 70 anni, rinvenuto carbonizzato all’interno del suo capannone la mattina del 22 ottobre scorso.

Dal controllo sarebbe stato trovato un accendino o almeno i resti di questo vicino al luogo dove è morto bruciato il pensionato. Questo fa pensare che proprio lui abbia usato l’accendino.

Per ora, la morte di Sandro Grassetti rimane inspiegabile. Comunque, gli inquirenti hanno iscritto nel registro degli indagati il fratello Oscar, di 56 anni, il quale si trovava negli uffici del fabbricato al momento dell’incendio. La distanza tra la posizione della vittima e quella del fratello era di circa 20 metri. Per questo, rimane un mistero l’incendio che ha avvolto il 70enne fino ad ucciderlo.

La procura ha notificato al 56enne un’informazione di garanzia per omicidio volontario e solo in subordine per omicidio colposo, ipotizzando un ritardo nel chiamare i soccorsi. Una notifica fatta per garantire ad Oscar la possibilità di nominare un perito.

Spiega Oscar Grassetti: «Io voglio che si accerti le cause della tragedia. Io appena ho sentito l’odore di fumo sono uscito dal capannone ed ho chiamato mio fratello Sandro. Non l’avevo visto arrivare ma c’era la sua auto parcheggiata davanti. Ma non avevo le chiavi per entrare dalla porticina laterale».



 

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