Truffa all’Inps: percepivano la pensione ma vivevano all’estero

IL BORGHIGIANO 2013

Due persone sono state denunciate dalla Finanza. Da recuperare 85mila euro

Guardia di finanza (Foto Cristini)

Guardia di finanza (Foto Cristini)

Ascoli, 29 agosto 2013 – La Guardia di Finanza di San Benedetto del Tronto ha concluso un’indagine tipica di polizia economica e finanziaria, segnalando due persone all’Autorità Giudiziaria di Ascoli Piceno in relazione all’illegittima percezione di assegni sociali erogati in diversi anni dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.

Il primo dei due soggetti individuati dalla Guardia di Finanza, originario di Monteprandone (AP), è risultato percettore, dall’anno 2005, di assegni sociali per complessivi 53.125 euro, invero non spettanti per effetto del trasferimento in Israele, avvenuto due anni prima, dal medesimo non segnalato nella domanda presentata al fine di ottenere i benefici economici, recante infatti la vecchia residenza italiana.

Nel secondo caso, le stesse Fiamme Gialle hanno rilevato un’analoga condotta illecita in capo ad un soggetto originario di Castignano (AP) che nel 2000 ha trasferito la propria residenza in Argentina e, ciò nonostante, dal 2007 ha iniziato ad usufruire dei vitalizi mensili erogati dall’I.N.P.S. – anche in questo caso, grazie alla dichiarata fittizia residenza in Italia – quantificati in complessivi 32.053 euro.

Le singolari circostanze sono state acclarate a seguito degli sviluppi degli indirizzi strategici in materia di spesa pubblica delineati dal Comando Provinciale di Ascoli Piceno che, sfruttando anche le sinergie info-operative delle componenti specialistiche del Corpo di stanza presso la Capitale – nel qual caso, quelle del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie – ha avuto modo di intensificare le attività dello specifico comparto, avviando filoni d’indagine di una certa consistenza, molti dei quali ancora in corso.

L’attività operativa in rassegna, oltre a determinare l’individuazione e il deferimento all’Autorità Giudiziaria dei responsabili, ha consentito oltremodo di interrompere da subito l’illegittima erogazione di denaro pubblico, la cui cospicua parte già uscita dalle casse dello Stato per effetto degli artifizi interposti dai due soggetti (oltre 85.000 euro) è adesso interessata alle attività di circostanza, tese a consentirne un completo recupero.

FONTE IL RESTO DEL CARLINO

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