«Truffa allo zio imprenditore». Restituiti 1,6 milioni di euro

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova, 31 marzo 2015 – C’erano un milione e seicentomila euro in tribunale, ieri pomeriggio, nell’aula penale dove era in corso il processo alla famiglia Sagripanti. Con questi, i nipoti hanno cercato di dimostrare la loro buona fede allo zio Carisio Sagripanti. In sei sono accusati di truffa aggravata, truffa tentata e falso ideologico, per quanto sarebbe avvenuto alla fine del 2007. Imputati sono l’imprenditrice Rosaria Ercoli, poi Alexia, Amedeo, Sandro, Maria Tatiana e Roberta Sagripanti. Secondo l’accusa, i sei si sarebbero messi d’accordo, e avrebbero presentato una serie di denunce di smarrimento di 39 libretti al portatore, dicendo di averli tenuti con sé fino a poco prima. Poi, passato un po’ di tempo, avrebbero chiesto l’ammortamento dei libretti e l’autorizzazione al rilascio delle copie da parte delle banche.

Invece quei libretti erano dello zio Carisio, che li aveva sempre tenuti con sé. Per alcuni il familiare fece in tempo ad avviare l’opposizione all’ammortamento, per altri invece no, e dai conti sarebbero stati presi i soldi: ad esempio Amedeo Sagripanti avrebbe estinto quattro libretti ricavando più di 442mila euro in tutto; Rosaria Ercoli ne avrebbe estinti due, incassando in a 109 mila euro. Da qui le accuse. Ieri pomeriggio, in tribunale a Macerata si sono presentati Amedeo, Roberta e Maria Tatiana, che hanno assicurato che tutta la vicenda era frutto di un equivoco: loro erano davvero convinti che quei libretti fossero i loro, e non trovandoli ne avevano denunciato lo smarrimento, in totale buona fede.

A causa dei cattivi rapporti che c’erano all’epoca con lo zio Carisio, non ne avevano parlato con lui. Ma dimostrargli la loro innocenza, hanno presentato in aula una serie di assegni, che hanno consegnato al legale dello zio, l’avvocato Ferruccio Gattafoni: Amedeo Sagripanti ha lasciato nove assegni per un totale di 800mila euro, Roberta cinque da 600mila, e Maria Tatiana uno da 125mila. In tutto, un milione e seicentomila euro di assegni circolari intestati allo zio. A questo punto bisognerà vedere cosa faranno gli altri imputati nella prossima udienza, che il giudice Vittoria Lupi ha fissato al 29 settembre. Saranno da sentire ancora altri testi del pm (l’avvocato Rocco Dragonetti). Gli imputati sono difesi dagli avvocati Nicola Perfetti, Mario Scaloni e Massimo Bertola.

 



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