Tunisi, commando attacca il museo del Bardo: 19 morti. Premier Essid: italiani fra le vittime

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Il Borghigiano Fabriano Il Blog –

TUNISI – Si è concluso nel sangue il blitz delle forze speciali antiterrorismo al museo del Bardo di Tunisi. Sono 19 vittime di cui 17 turisti nell’attacco terroristico. Il bilancio è stato ufficializzato dal primo ministro tunisino, Habib Essid, durante una conferenza stampa. Il premier Essid ha annunciato tra le vittime la presenza di italiani, tedeschi, polacchi e spagnoli La situazione è ora sotto controllo dopo il blitz delle forze dell’ordine per liberare gli ostaggi. Durante l’operazione sarebbero stati uccisi due terroristi e un agente.
Il commando era formato da tre miliziani armati, ha riferito il portavoce del ministero dell’Interno tunisino, Mohammed al Aroui. Secondo alcuni media locali, la strage sarebbe stata rivendicata dall’Isis, lo Stato islamico inteso come sigla jihadista con base nel nord dell’Iraq e in Siria che da tempo minaccia l’Occidente e i suoi simboli (il giornale Charlie Hebdo il 7 gennaio a Parigi, l’attacco a un’incontro sulla libertà di espressione a Copenhagen esattamente un mese fa). Anche se, in mancanza di conferme, si può pensare che gli autori facciano parte di una delle formazioni jihadiste attive nel Paese.
Questo blitz, in effetti, sembra sintetizzare le ultime azioni di propaganda Isis: l’attacco a occidentali innocenti in un luogo d’arte (in Iraq sono stati distrutte tre gioielli dell’antica civiltà assira e statue dalla valle di Ninive nel museo di Mosul).
I turisti italiani presenti durante l’attacco erano sulla Costa Fascinosa partita domenica da Savona per imbarcare altri passeggeri a Civitavecchia e Palermo. Erano arrivati stamane alle 8 a Tunisi. I dipendenti del Comune di Torino coinvolti nell’attacco al museo del Bardo fanno parte di un gruppo di colleghi partiti nel giorni scorsi con un viaggio Cral.
Al momento dell’attacco al Museo del Bardo, il più famoso di Tunisi, si trovavano duecento turisti di nazionalità francese, spagnola, inglese e italiana. Gli agenti della sicurezza hanno impedito a giornalisti e deputati di lasciare l’aula del Parlamento. Il Bardo è un museo archeologico che contiene la più ricca collezione di mosaici romani del mondo, tutti in perfetto stato di conservazione, un gioiello preso di mira non a caso dai terroristi.
Anche bambini tra gli ostaggi
Ci sono stati anche dei bambini tra gli ostaggi dei terroristi nel museo del Bardo a Tunisi: lo si è visto su diverse foto che circolano su Twitter. «Si teme per un attacco terroristico», aveva scritto su twitter la deputata Sayida Ounissi, secondo cui «il panico» era «enorme». Tutto è successo mentre nel vicino Parlamento era in corso l’audizione delle forze armate sulla legge antiterrorismo. Presenti il ministro della Giustizia, giudici e responsabili delle Forze armate.
La cellula jihadista smantellata
Proprio oggi il ministero dell’Interno tunisino aveva annunciato di aver sgominato una cellula jihadista nella periferia nord di Tunisi. Nell’ambito delle attività di prevenzione volte a fermare eventuali attentati terroristici nel paese, la polizia della sezione anti-terrorismo ha scoperto la cellula jihadista attiva e arrestato tutti i suoi componenti.
Si tratta di sette persone, alcune delle quali note alle forze dell’ordine per aver partecipato a combattimenti armati in Siria. Il gruppo era in contatto con terroristi tunisini ancora attivi in Siria ed aveva anche il compito di reclutare giovani da mandare nelle zone di combattimento.
Tantissimi giovani attratti dall’Isis
Dalla Tunisia è partito il maggior numero dei 15mila miliziani stranieri entrati a far parte dello Stato islamico (Is) in Iraq e in Siria. Sarebbero infatti almeno 2.400 i tunisini, in gran parte diplomati e disoccupati, andati in Iraq e in Siria per entrare a far parte del gruppo jihadista, mentre migliaia sono stati fermati dalle autorità. Stime ufficiali del governo di Tunisi indicano che circa tremila tunisini, la maggior parte di età inferiore ai 30 anni, sono andati a combattere in Siria e l’80 per cento di loro ha aderito al gruppo guidato da Abu Bakr al-Baghdadi.
Il precedente nel 2002 a Djerba
L’attacco è il più grave in Tunisia dalla strage in una sinagoga di Djerba dell’11 aprile 2002. Davanti alla sinagoga di El Ghriba, una delle più antiche del mondo, un camion-bomba provocò la morte di 21 persone, per lo più turisti tedeschi. L’attentato fu poi rivendicato da Al Qaeda per quello che era il primo attacco della rete del terrore dopo l’11 settembre

FONTE IL SOLE 24 ORE 

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