Tutti a letto per l’influenza dilagante: "Ma il vero picco deve ancora arrivare"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 2 febbraio 2015 – L’INFLUENZA continua a picchiare duro. Passata la prima ondata epidemica capace di mettere a dura prova le postazioni di Pronto soccorso e il sistema di degenza degli ospedali Marche Nord, arrivando a bloccare per un paio di giorni gli interventi chirurgici di routine per mancanza di sangue, ora è la rete dei pediatri e dei medici di famiglia ad affrontare l’urto di quella che potrebbe essere l’inizio della seconda ondata di contagio. L’ultimo rapporto della rete di sorveglianza epidemiologica Influ.net segnala un «aumento del livello di incidenza delle sindromi influenzali, più evidente nella fascia di età pediatrica e in quella dei giovani adulti». In particolare, «nelle due fasce di età pediatrica il numero è pressochè raddoppiato».

Questi i numeri: nella quarta settimana di gennaio i 17 medici-sentinella coinvolti nel monitoraggio hanno registrato nelle Marche 540 contagi da virus influenzale su una platea di 19.079 assistiti. L’incidenza totale è stata pari a 28,30 casi ogni mille abitanti, valore che ci colloca ai vertici della “classifica” nazionale del contagio, a molte lunghezze dalla provincia autonoma di Trento (seconda con 16,56 contagi ogni mille abitanti), l’Emilia Romagna (15,27) e la Campania (13,84). Facendo la classica “botta” di conti, significa che tra il 19 e il 25 gennaio il virus ha messo ha letto circa 42mila marchigiani, un livello superiore a «quello osservato nelle annate precedenti».

Tra le vittime ci sono soprattutto i bambini: fra i piccoli da 0 a 4 anni, uno su due è a letto; tra gli adolescenti fino a 15 anni, uno su tre. Segue la fascia d’età tra i 15-64 anni, con 19,27 casi ogni mille assistiti, e quella superiore a 65 anni con 9,93. «C’è stata una brusca impennata nella quarta settimana di gennaio che ha fatto più casi tra i giovanissimi, ma senza determinare particolari afflussi nelle corsie ospedaliere negli ultimi giorni» conferma Leonardo Felici, responsabile del reparto di Pediatria al Marche Nord. Del resto i pediatri ricordano che fra i più piccoli non sono state riscontrate particolari complicanze da pneumococco e polmoniti, visto che vengono vaccinati con il coniugato 13-valente che protegge dai tredici più importanti pneumococchi. «Quindi il ricovero è più raro nei bambini, a meno che non ci siano rischi legati a patologie pregresse».

INTANTO gli ambulatori di Guardia Medica e gli ospedali restano in stato di allerta. Le postazioni dei Pronto Soccorso di Pesaro e di Fano, dove non ci sono più barelle nei corridoi grazie all’estenuante impegno dei sanitari che lavorano nelle medicine d’urgenza, si preparano all’imminente impennata epidemica. «Non è detto che questa sia la settimana del “picco” della stagione influenzale. I casi potrebbero ancora aumentare – spiega Giancarlo Titolo, medico del Pronto Soccorso di Fano – Per la nostra esperienza, la parte più alta della curva si raggiunge di solito a metà febbraio. Ci stiamo avvicinando, i casi sono ancora in aumento, ma molto dipenderà dall’andamento climatico visto che gli sbalzi di temperatura favoriscono contagi e ricadute».

Per precauzione, anche se il peggio sembra essere passato, sia a Pesaro che a Fano restano in vigore fino a nuovo ordine tutti i protocolli d’emergenza disponibili, dai ricoveri fuori reparto, ai letti-bis, fino al trasferimento in altre strutture di cura. La prudenza non è mai troppa.

si.spa.



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