"Ubriachi al volante, uno su cinque ha meno di 24 anni"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova Marche, 20 agosto 2015 - «Gli adulti devono testimoniare con l’esempio che si deve seguire un modello di valori umani. Serve quindi una testimonianza organizzata sui territori, capace di coinvolgere le associazioni per sostenere un modello». Così il dottor Mario De Rosa, direttore del servizio dipendenze patologiche di Civitanova, dopo le polemiche seguite agli eccessi della festa di Ferragosto, quando dodici persone sono finite al pronto soccorso per aver alzato troppo il gomito.
Dottore, il fenomeno negli ultimi anni interessa sempre più giovani. Le risulta?
«Prendiamo in riferimento gli accessi al nostro servizio di persone fermate in auto con tasso alcolemico sopra il consentito. Di queste un 20% sono giovani sotto i 24 anni. Parlandoci, scopri che la maggior parte di loro non beve durante la settimana, ma solo in certe situazioni. Il bere non è come un tempo, un’assunzione di tipo alimentare, ma una pratica per alterare la coscienza».
Di quali situazioni parla?
«Situazioni dove il leitmotiv è il divertimento fine a se stesso. Chiaro, non tutti i giovani reagiscono allo stesso modo. Fortunatamente la maggior parte dei ragazzi ancora ha un controllo rispetto agli alcolici. Si ferma a godere lo spettacolo, la festa, senza alterare la propria coscienza». 
Perché si abusa?
«Oggi i giovani spesso hanno come modello di riferimento il godere senza limiti. Godere per godere e per farlo si presuppone la necessità di sciogliere i freni inibitori. Un modello di tipo narcisistico, frequente in una società che affievolisce il senso della regola, della legge. Ci sono persone, in questo modello, che hanno già di per se difficoltà a regolarsi. Cercano quindi situazioni per eccedere. C’è ad esempio una modalità del bere che si chiama «Binge drinking», cioè un’abbuffata in un’ora di diverse unità alcoliche, mischiate insieme». 
A Ferragosto si verificano ormai da anni episodi di abuso d’alcol. Cosa ne pensa?
«Ripeto, non è questione di feste in sé, in generale, perché ci sono tantissimi giovani che non abusano. Ma ci sono altri che ricercano questo modo d’essere e di fare. Un’alterazione per sentirsi onnipotente. Giovani che non sono stati educati al senso del limite».
C’è il rischio di una dipendenza?
«In età così giovane non si può parlare di dipendenza, quanto di abuso. Che in alcuni casi può diventare periodico». 
 

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