Ubriachi fuori dalla discoteca. Soccorsi venti ragazzini

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Macerata, 29 settembre 2014 – Movida all’insegna dell’alcol a Porto Potenza. Protagonisti della folle nottata diversi minorenni. Alcuni di loro, però, si sono sentiti male nel parcheggio del locale e il medico di turno della Croce Gialla di Recanati (intervenuta su richiesta di un privato al 118) ha fatto spegnere la musica e le luci della discoteca per far stendere i ragazzini sui divanetti e prestargli le prime cure.

È accaduto ieri mattina, attorno alle tre, davanti alla discoteca Nessundorma, fresca di riapertura per la stagione invernale. La scena, fuori dalla discoteca, era agghiacciante. Sul piazzale del locale c’erano almeno una decina di adolescenti, molti dei quali riversi a terra, completamente ubriachi. Sono le tre di domenica mattina e qualcuno, notata la scena, decide di chiamare i soccorsi per portare aiuto a questi ragazzi. Intervengono i sanitari della Croce Gialla di Recanati, della Croce Azzurra di Porto Recanati e della Croce Rossa di Porto Potenza.

Sul posto trovano una situazione preoccupante con ragazzini ubriachi o in stato confusionale dato, presumibilmente, dall’assunzione di droghe. Il medico di turno, una donna, prende così la situazione in mano. Si fa largo nel frastuono della musica e impone ai responsabili della discoteca di spegnere musica e luci. Fa portare fuori dal locale alcuni divanetti, dove fa stendere i ragazzini barcollanti. Nessuno dei giovani viene portato in ospedale, ma il medico del 118 pretende che vengano chiamati i carabinieri che, poco dopo, arrivano sul posto. Nel frattempo vengono avvisati alcuni genitori che passano con le macchine a riprendersi i figli.

«Erano decine e decine di ragazzini/bambini — si è sfogato ieri su Facebook uno dei soccorritori —. I più grandi avevano 17 anni: cascavano come pere perché si erano ubriacati o fatti chissà cosa, con i proprietari che negavano di aver somministrato alcol a minorenni. Queste sono le cose di cui parlare e su cui confrontarsi per migliorare (magari anche in privato o in qualche riunione) per garantire un’assistenza migliore e dare un esempio a questi ragazzi/bambini. Alla fine uno di questi ragazzi/bambini mi ha detto: “Ma chi ve lo fa fare?” Sembrerebbe una frase stupida, in realtà aveva intuito che eravamo rimasti soli senza aiuto di nessuno a combattere per cercare di mettere un po’ d’ordine. Che bella società… purtroppo la colpa è degli adulti che non sanno più dare gli esempi come i nostri genitori. E non è un luogo comune». «In tanti anni — confida un genitore che era nel piazzale in attesa che il figlio uscisse dalla discoteca — una scena così non l’avevo mai vista. Tutti bambini, occhi sbarrati o che nemmeno rispondevano alle sollecitazioni degli infermieri. Ho avuto paura».



 

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