Uccise la compagna a Bologna, presunto tentato suicidio in cella

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Pesaro, 9 aprile 2016 - Dice di aver bevuto detersivo o forse acido nella sua cella del carcere di Pesaro. Come sia accaduto non si sa. E’ certo che Giulio Caria, 37 anni, sardo, domiciliato a Bologna, condannato anche in appello a 30 anni di reclusione per aver ucciso la compagna, è ricoverato dall’altra sera nell’ospedale di Pesaro.

Non ha particolari problemi sanitari anche se i medici lo hanno sottoposto a gastroscopia. Due agenti della penitenziaria stanno presidiando la stanza con inferriate alle finestre in cui è stato rinchiuso.

C’è il sospetto che Caria abbia inscenato questo tentato suicidio per ottenere il trasferimento in qualche struttura meno afflittiva del carcere ma per sgombrare il campo da ogni equivoco, i medici dell’azienda ospedaliera Marche nord hanno sottoposto l’uomo ad una serie di terapie per arginare gli effetti deleteri che può provocare una soda caustica o un detersivo se ingerito.

Giulio Caria uccise a Bologna la compagna Silvia Caramazza il 25 giugno 2013 colpendo la donna con un corpo contundente, mai ritrovato. Poi per sbarazzarsi del corpo, lo mise nel congelatore a pozzetto. Caria si allontanò subito dopo da Bologna imbarcardosi per la Sardegna.

A dare l’allarme dopo un paio di giorni di inspiegabile silenzio sono state le amiche della vittima. Le forze dell’ordine fecero irruzione nella casa scoprendo in pochi minuti il tragico epilogo.

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