Uccise la moglie a bastonate, via al processo per Gino Ruggieri

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Mondavio (Pesaro), 15 gennaio 2016 – Udienza preliminare al Tribunale di Pesaro per Gino Ruggieri, il 49enne di San Filippo sul Cesano (Mondavio) che la mattina del 9 dicembre 2014 ha ucciso la moglie Rossella Iatesta, di due anni più giovane, a colpi di bastone. Un omicidio avvenuto al culmine di un litigio causato, secondo quanto raccontò l’autore agli inquirenti, dalla volontà di lei di lasciarlo per cominciare una nuova vita con un altro uomo residente a San Severino Marche.

Le risultanze dell’autopsia, che fu effettuata dagli anatomopatologi dell’Istituto di Medicina Legale di Ancona, Adriano Tagliabracci e Raffaele Giorgetti, descrissero una scena raccapricciante: Ruggieri si accanì su Rossella colpendola una moltitudine di volte: forse addirittura una quindicina, tanto da fracassarle il cranio e causarle la fuoriuscita di un pezzo della massa celebrale. Botte inferte con un pezzo di legno lungo circa un metro e mezzo e dalla sezione quadrata di cinque centimetri per cinque, rinvenuto dagli inquirenti vicino al cadavere.

Quando alle 10,50 di quella terribile mattina rientrò a casa Francesco, il babbo della vittima, uscito poco prima delle 8 per portare il nipotino (figlio di Rossella e di Gino, che allora aveva 9 anni, ndr) a scuola e per recarsi al poliambulatorio medico, lei era ancora viva e il suo cuore batteva anche nei minuti successivi, quando sono arrivati gli operatori del 118, ma purtroppo non c’erano più margini per salvarla. Le ferite erano troppo gravi, tanto che ha esalato l’ultimo respiro prima che potesse essere caricata sull’ambulanza.

Davanti al gup, ieri, l’avvocato difensore di Ruggieri, Diego Dell’Anna, ha chiesto il rito abbreviato, che sarà celebrato il 24 marzo prossimo: l’accusa, secondo l’istanza del pubblico ministero Sante Bascucci è di omicidio volontario con le aggravanti della familiarità e della crudeltà. Contestualmente si è costituito parte civile, attraverso il suo tutore legale, il figliolo dell’omicida e della vittima, che oggi ha poco più di 10 anni e che dal giorno successivo alla tragedia vive in un paese del foggiano insieme allo zio materno Donato e alla sua famiglia.

Se in sede di rito abbreviato (che prevede uno sconto della pena di un terzo) Ruggieri venisse riconosciuto colpevole di omicidio volontario con entrambe le aggravanti la sua pena detentiva potrebbe arrivare a 30 anni. Se, invece, dovessero decadere le aggravanti, potrebbe cavarsela con 16 anni. Intanto, la villetta in cui si è consumato l’omicidio, a pochi metri dalla Sp 424 che collega Marotta a Pergola, è ancora sotto sequestro. 

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