Umberto Eco e il ‘buen retiro’ di Monte Cerignone

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Monte Cerignone (Pesaro e Urbino), 20 febbraio 2015 – «Era uno di noi. Anzi era Umberto Eco, un timido professore che passava le sue vacanze a Montecerignone per non essere il semiologo e lo scrittore conosciuto Umberto Eco, conosciuto in tutto il mondo. Il rito dell’aperitivo era quotidiano. Purtroppo quest’anno non era mai venuto al bar, nemmeno per festeggiare il suo compleanno, il 5 gennaio».

Da questa cosa Michele Maiani, presidente dell’Unione Montana del Montefeltro, nonché uno degli amici del bar di Monte Cerignone di Umberto Eco, aveva capito che il professore non stava bene: «Veniva qui in vacanza, con la moglie Renate – prosegue Maiani –: chiacchierava con tutti, e poi si chiudeva in casa a lavorare, per lunghi periodi anche da solo: Il nome della rosa l’ha scritto in gran parte qui, e anche altri suoi libri».

Nel 1976 il semiologo acquistò una casa padronale, per un periodo di proprietà anche dei gesuiti. La fece ristrutturare e la abitava per buona parte dell’estate, le vacanze di Pasqua e di Natale.

Immancabilmente, il giorno del compleanno, il 5 gennaio, Eco era a Monte Cerignone. «Anche quest’anno è venuto, ma non è sceso in paese per festeggiare al bar, come faceva sempre –racconta il farmacista Massimo Chiarabini –. Era venuto a comprare le medicine, avevamo capito che stava male, ma non immaginavamo una cosa così repentina».

A Montecerignone, cittadino onorario dal 1982, «Umberto Eco ha donato tanto» ricorda il sindaco Carlo Chiarabini.

Da ultimo il giardino pensile della rocca, progettato dalla moglie Renate e fatto realizzare anche con il contributo di alcuni imprenditori. «Per noi è una perdita grande, un grande dolore», conclude il sindaco.

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