«Un biennio dell’Agrario anche a Fano»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Pesaro, 12 novembre 2014 - IL GIORNO dopo aver ribadito la chiusura di Pesaro Studi con il ritorno dei corsi universitari decentrati a Urbino (da attuarsi al termine del triennio già avviato), il sindaco annuncia il proprio consenso all’apertura di un biennio dell’Istituto tecnico agrario a Fano, nei locali del Codma, a partire dal prossimo anno scolastico. «E’ una richiesta che Fano ha avanzato da tempo, ma è giusto anche per la strategie della scuola», spiega il sindaco. Con queste due scelte, Ricci alleggerisce le spese correnti liberandosi dell’affitto della sede universitaria di viale Trieste e contribuisce al problema della capienza limitata di Villa Caprile con le iscrizioni in aumento. E non vuole sentire parlare di depotenziamento dell’offerta formativa pesarese. «Nessun depotenziamento, non possiamo ragionare con vecchi schemi – commenta –. Il decentramento dell’università non ha più senso e un altro biennio di agrario a Fano ci consente di rispondere alla crescita costante di iscrizioni e di non perdere i tanti studenti della Valle del Metauro e delle aree interne che ora guardano verso Senigallia».

LA DECISIONE è maturata la scorsa settimana, nei tre giorni che Ricci e il sindaco di Fano Massimo Seri hanno trascorso a Milano per il congresso dell’Anci, ed è «stata condivisa con la dirigente dell’istituto Cecchi, Donatella Giuliani», precisa Ricci. Gli iscritti dell’Istituto agrario crescono di anno in anno e la sede di Villa Caprile ha spazi limitati. «Un suo ampliamento non è fattibile, anche perché si tratta di un bene storico», aggiunge Ricci. Da qui, la decisione di assecondare le richieste di Fano di avviare un biennio nel vicino Comune, “senza campanilismi”. Commenta il sindaco: «E’ un bel segnale di collaborazione tra le due città, denota la capacità di modellare una strategia importante sul piano economico e formativo». Un messaggio politico che potrebbe anche essere diretto al sindaco di Urbino Maurizio Gambini, contrario all’avvio di un biennio dell’Itis al Benelli di Pesaro che invece Ricci sostiene. Ma passare dall’accordo politico tra Ricci e Seri alla realizzazione non è scontato. Ma sulla sua fattibilità la voce veramente importante è la Provincia, che dovrebbe farsi carico delle spese delle utenze e delle spese di manutenzione dei locali, di proprietà della Regione. Se la Provincia dirà che ha i soldi per provvedere, allora non dovrebbero esserci problemi. Ma la situazione non pare economicamente favorevole.

 



 

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