Un crocefisso di vetro in dono a Papa Francesco

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 29 ottobre 2015 - Un dono speciale per un incontro speciale. Sarà un crocefisso, non di legno ma in vetro, il regalo che i rappresentanti dell’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti (Ucid) consegneranno a Papa Francesco in occasione dell’udienza privata in programma sabato alla Sala Nervi, in Vaticano.

Lo ha pensato, disegnato e realizzato nei laboratori di Tavullia «in tempo di record e bruciando felicemente tutti i giorni di vacanza» Vittorio Livi, fondatore e presidente di Fiam Italia. L’opera ha un nome, ‘Gesù, energia del mondo’. «Il vetro è il più ‘francescano’ dei materiali – ha spiegato Livi presentando l’opera ad autorità e stampa – E’ naturale, perché composto da calce e silice, e profondamente ecologico, dunque in linea con la prima enciclica di Papa Francesco che ci spinge al rispetto del pianeta. Inoltre rappresenta al meglio la purezza dell’anima e la trasparenza dello spirito, che sono la missione di Gesù su questa terra».

Realizzare il crocefisso rappresentato così tante volte è stata «una sfida», ha aggiunto l’imprenditore pesarese, «ma anche un’occasione straordinaria per sintetizzare la mia vita di imprenditore e di uomo di fede». La croce è composta di 4 strati, realizzati da circa 260 blocchetti di vetro tagliati e molati a mano, il simbolo dei popoli del mondo, mentre gli spazi che rimangono tra un vetro e l’altro rappresentano le lacerazioni morali e fisiche che Gesù ha subito con la crocifissione. La luce di speranza è il Cristo sovrapposto fatto a specchio, con planimetrie variegate, «come se fosse una fonte di energia globale di cui ha bisogno l’uomo».

Il passaggio più delicato è stato l’assemblaggio dei pezzi all’interno del laboratorio della Fiam Italia: «Controllare il vetro a 700 gradi di temperatura è stato complicato – ha ammesso Livi – Desideravo una forma assolutamente originale, sia come idea concettuale che nella scelta del materiale». Operazione pienamente riuscita se l’arcivescovo di Pesaro, monsignor Piero Coccia, si è congratulato con lui: «Esprimendo la diversità dei popoli, ma anche la diversità antropologica di ciascuno di noi, ha rappresentato la conflittualità del nostro tempo. Mentre il Cristo è la figura che coagula ed esprime energia, rafforzando la speranza nel futuro».

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