Un marchigiano nell’incubo di Bruxelles: “Non sappiamo come tornare”

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IL BORGHIGIANO IL BLOG DI FABRIANO E DELLE MARCHE / ESTERI – “Sono vivo”. Tranquillizza da Bruxelles al telefono con CorriereAdriatico.it, il prof Raffaele Zanoli, docente di Univpm, che si trova impegnato in una missione al Parlamento europeo. Dietro la battuta si nasconde però la tensione del momento.

“Io sto in albergo in centro – ci dice – sto andando al parlamento europeo, qui la notizia dell’esplosione si sta diffondendo ma noi non ci siamo accorti di niente. La vita è quella di ogni martedì, il giorno in cui i rappresentanti europei tornano dai collegi, c’è traffico ma nella norma”. L’intervista è stata registrata prima della terza esplosione nella metropolitana che ha portato al blocco della città.

“I soldati di guardia ai vari edifici hanno messo il colpo in canna con livelli di allerta 4 e quindi la situazione è destinata a diventare più difficile: l’aeroporto è chiuso anche perché temono che ci siano altri ordigni”. Così è stato: all’aeroporto, secondo i media belgi, è stato trovato un ordigno inesploso.

“Con l’aeroporto bloccato – dice ancora Zanoli – non sappiamo come tornare in Italia: probabilmente in treno fino a uno scalo in Germania, poi vedremo. Di certo, cambierà il nostro modo di viaggiare e di considerare l’Europa”.

Zanoli ha poi aggiornato, poco fa, la situazione su Facebook. “Sono a Rond-point Schumann a due passi dalla Commissione. Sono gli uffici del Galles. Ci hanno mostrato le uscite di emergenza e ci stanno schedando. Non possiamo per ora uscire (non che nessuno lo voglia) e hanno bloccato l’entrata. I militari nel palazzo di fianco hanno messo il colpo in canna mentre passavo: livello di allerta 4. Qui a due passi c’è stata l’esplosione alla metropolitana, sentiamo le sirene dei pompieri e delle ambulanze. Traffico bloccato poco dopo che sono uscito dal taxi”.

Notizia riferita dal Corriere Adriatico

credit foto by http://www.lastampa.it/

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