Un mare di gente per l’addio a Nigra: “Ciao Peppe, strapperai risate anche in cielo”

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Fano, 24 settembre 2014 – Il Duomo ha contenuto a fatica il mare di gente (FOTO) che vi si è riversato oggi pomeriggio per dare l’ultimo composto, commosso e affettuoso saluto a Peppe Nigra. Molti sono rimasti fuori ad aspettare che il feretro uscisse per applaudirlo, ma così si sono persi la magia che si è svolta all’interno della chiesa: nell’ultimo atto da protagonista, infatti, Peppe Nigra è riuscito a strappare sorrisi tra le lacrime di quanti l’hanno amato.

L’ha fatto attraverso le parole dei suoi amici di sempre, soprattutto di Geoffrey Di Bartolomeo del San Costanzo Show di cui era la colonna portante e Giuliano Antinori del Bardàn di cui era socio. “Se farai il trio con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia – ha detto Di Bartolomeo – saremo gelosi. Ma attento, perché vai in un posto dove c’è gente che conta. Le imitazioni le devi fare: funzionano. Per i personaggi… parti col sindaco di Solfanuccio. Vai alla grande. Sarà un successo”.

Ma sono le parole di Antinori quelle che probabilmente Nigra avrebbe applaudito di più, se gliele avessero lette prima. Lui che aveva uno humor nero apprezzatissimo da tutta la città e che “faceva scherzi tremendi” ha ricordato Daniele Santinelli. “Come si fa a dimenticare uno che per conquistare la donna della sua vita si mette una fetta di mortadella sulla faccia? – ha detto tra i singhiozzi Antinori -, uno capace di inventarsi un malore per disdire un tavolo al ristorante”.

Poi da una cappella laterale è partita ‘Sunday morning’ dei Velvet Underground ad addolcire gli animi di tutti. Perché Peppe amava la musica e ha “vissuto nel romanticismo”. Una vita breve, durata appena 42 anni, ma che ha lasciato il segno nel cuore di tanti. Si è visto con la chiesa traboccante e l’applauso finale sotto la pioggia. E l’ha sottolineato nell’omelia anche don Luciano che “il valore di una vita non dipende dalla quantità di anni vissuti, ma dal senso che gli si dà. Peppe ha avuto una vita breve ma ricca: era un uomo mite e la mitezza è ciò che ci ha lasciato dopo averci intrattenuto tante volte nella spensieratezza”.



 

Precedente Maltempo, traghetto riparato e ripartito Successivo Ricci, no a scaricabarile su Marche nord