Un meteo sempre più pazzo, ma da venerdì sono brividi

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 22 febbraio 2016 – C’è chi fiorisce in inverno per contratto, come il nocciolo. C’è chi fiorisce presto perché così deve essere, come il mandorlo. Che comunque esagera perché è già sfiorito. C’è chi lo fa perché ci tiene ad essere il primo dei nostri arbusti, come il prugnolo. Ma se al 21 febbraio sono in fiore anche gli alberi da frutto, vedi gli albicocchi in collina. Se già svolazzano le farfalle, se gli anfibi già si preparano all’accoppiamento, come i tritoni nelle pozze del Foglia. Se il ranuncolo favagello già tappezza i prati, qualcosa non quadra.

Lo dicono le temperature, di nuovo balzate ai livelli di aprile. Ieri siamo andati ben oltre i 16 gradi all’ombra (Osservatorio Valerio), con un balzo di 6 gradi rispetto al giorno precedente. Tanto per non farci mancare niente, anche febbraio può sbandierare il suo record termico: la prima decade a Pesaro è stata la più calda di sempre con 9,4 di media (contro i 9,3 del 2014, record precedente); la seconda viaggia un po’ sotto (8,1) ma siamo pur sempre alcuni gradi sopra la media trentennale (5,6).

Gennaio aveva segnato 6,2, contro 4,6 di standard. Ci siamo rimessi in linea (anzi sopra) con le piogge. E questo è un bene. In assenza di neve, accontentiamoci dell’acqua: gennaio 73 millimetri, febbraio (fin qui) 65. La terra beve e pian piano si risolleva la falda. Secondo le previsioni, avremo ancora giorni di scirocco. Ma sappiamo tutti qual è il rischio: che d’improvviso arrivi la sferzata gelida a bruciare tutto.

Un marcato calo di temperature è atteso da venerdì prossimo. Dapprima sembrava trattarsi di «sciabolata artica» (l’annunciano sempre, così fa impressione), poi il vaticinio è stato attenuato. Non si andrà sottozero, almeno sulla costa. Arriveranno venti da nord, questo sì, a ricordarci che una primavera così è pur sempre un inganno. E un ammonimento contro il nostro agire. «Le fioriture differenziate in fondo fanno parte della strategia di impollinazione delle piante – dice lo zoologo Massimo Pandolfi – peccato che i fiori non vengano impollinati dagli insetti. Api, bombi ecc. stanno diventando sempre più rari per colpa di insetticidi e pesticidi. Oltretutto apprezzano l’odore del micidiale glifosate». Colori a perdere.

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