Un Pd disunito a rischio farsa

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 4 gennaio 2015 – In questi anni siamo stati abituati ai sofismi della politica, ma questa telenovela del candidato Pd a governatore va ben oltre ogni livello di politique politicienne. Anzi, appare più una vicenda da psicoterapia collettiva che da confronto tra esponenti, anche esperti, del governo locale. Come spesso accade nella politica italiana non è cosa bisogna fare il fulcro delle decisioni, ma chi deve fare. Mancando – da ogni punto di vista – un uomo forte ecco l’empasse, che diventa qualcosa di più per un partito che, fino a ieri, sbandierava le primarie come nuovo percorso della politica.

Come al solito la prospettiva cambia in fretta e i nuovi politici di ieri ora ragionano come i vecchi se non peggio. Anche gli ultimi passaggi interni al Pd, con ticket e contro ticket tra dirigenti, paiono un’esasperazione della tattica. Qualunque sia la decisione finale è evidente che finirà nel peggiore dei modi. Un compromesso tra debolezze. Gli oppositori delle primarie sottolineano che queste ultime dividono. E pur avendo un senso la contestazione dimentica un evidente dato di fatto: il Pd è già diviso, anzi ha appena subito una scissione guidata da colui che negli ultimi 10 anni ha governato con pieni poteri la Regione per la quale si va a votare. Quale sia la misura di grandezza della scissione lo andremo a verificare in primavera.

Ma nessuno può negare che la fuoriuscita di Spacca e Solazzi – i massimi rappresentanti del governo regionale Pd ancora in carica – sia una scissione. Insomma il Pd è già diviso, se non addirittura frantumato, anche non facendo le primarie. La ricomposizione semi-fittizia avvenuta negli ultimi mesi, dopo un congresso regionale farsa con metà partito a casa, non risolve ovviamente i problemi. Come si è capito bene in questi giorni.



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