«Un solo ospedale tra Macerata e Civitanova». Ceriscioli taglia ancora

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 27 gennaio 2015 – «In provincia di Macerata si dovrà scegliere tra il mantenimento della struttura di Civitanova e quella del capoluogo». In arrivo nuovi tagli alla sanità nel Maceratese: li annuncia il governatore Luca Ceriscioli, che dopo la chiusura del punto nascita di San Severino, inforca nuovamente le forbici e punta sulla sanità maceratese. Il presidente della Regione ha fatto il punto della situazione in occasione della direzione provinciale del Pd ad Ancona.

Una novità arriva dall’apertura di «confronto» per il punto nascita di Fabriano, destinato alla chiusura dopo il 31 gennaio. La Regione, ha annunciato Ceriscioli, sta «verificando la possibilità di attivare l’Area Funzionale Omogenea: alcune strade sono percorribili, altre no. Comunque, si tratta di una misura di accompagnamento alla chiusura dei punti nascita, e non va a cambiare la natura della scelta che abbiamo fatto». In sostanza si prevederebbe una equipe ‘itinerante’ tra Fabriano e Jesi che consentirebbe al primo ospedale di avere ancora a disposizione il punto nascite.

«Per l’ospedale di Marche Nord – ha aggiunto Ceriscioli – stiamo lavorando per trovare una nuova sintesi; in provincia di Macerata si dovrà scegliere tra il mantenimento della struttura di Civitanova e quella del capoluogo; stesso discorso dovrà farsi tra l’ospedale di Ascoli e quello di San Benedetto nel Piceno, mentre a Fermo si costruirà un nuovo ospedale».

«Quanto al Salesi – ha spiegato Ceriscioli in merito al meterno-infantile del capoluogo – il nuovo pediatrico sarà costruito in prossimità dell’ospedale regionale di Ancona, con ostetricia e ginecologia al sesto piano di Torrette. Per il nuovo Inrca, dopo varie battute d’arresto, è subentrata una nuova azienda e tutto dovrebbe procedere per il meglio».

«La vera differenza alla base della riforma sanitaria – ha spiegato il presidente – è che le strutture ospedaliere saranno trasformate in strutture territoriali, con il mantenimento, e anzi, la qualificazione dei servizi. Dobbiamo spostare il punto di vista: non ragionare più per strutture, in modo conservativo, ma per servizi, su un sistema, che incrementi e incentivi la risposta ai bisogni delle persone. Va organizzata una rete che garantisca a tutti i cittadini tempi di risposta efficaci in strutture adeguate. Dobbiamo garantire prestazioni, indirizzo, ruolo, facendo sentire al territorio, specie alle aree interne, che strutture e servizi sono disponibili».

Determinante, ha poi concluso, è poter fare le nuove assunzioni già a fine febbraio. «Se non facciamo assunzioni – ha detto – non garantiamo i turni. Se non garantiamo i turni, perdiamo i posti letto. E se perdiamo i posti letto, perdiamo i servizi».

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