Una curiosa vetrina lungo il Corso -di Daniele Gattucci-

immagineIncuriosito dalla Vetrina Frati, in Corso della Repubblica, mi sono messo sulle tracce del collezionista che l’ha allestita: il dr Benvenuto Mezzanotte. Fabrianese di cinquantotto anni, noto e preparato medico della divisione di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale di Fabriano che, oltre ad essere un musicista di lungo e onorato corso, coltiva da anni una sua altra grande passione: realizzare, costruire e riparare soldatini con materiali diversi con i quali ha strutturato fortini, accampamenti, campi di battaglie.Il risultato, come ho detto, lo abbiamo guardato, osservato e ammirato dalla Vetrina Frati. Luogo in cui campeggia da mesi l’esposizione della sua vasta collana privata. C’è di tutto, soldatini da collezione attuali, dipinti a mano. Soldatini e ambienti giocattoli anni ’70 riparati e modificati. Soldatini di carta del Corriere dei Piccoli anni ’60 realizzati in compensato con tecnica al traforo. Per saperne di più l’ho incontrato. “Nell’esposizione” risponde “sono visibili alcuni diorami realizzati inizialmente solo per far divertire mio figlio, in parte in totale solitudine, a volte è piacevole e defaticante; in parte in collaborazione con lo stesso Lorenzo, quando era più piccolino perché da adolescente insorge la vergogna di giocare?!. Il più grande di questi – replica – realizzato con soldatini di plastica scala 1/32 dipinti a mano rappresentanti i Roger’s Ranger e gli Indiani Algonchini e Irochesi, è “Passaggio a Nord-Ovest”.

Ispirato al libro di Kennet Luis Roberts (1937) o al film omonimo del 1940, del regista americano King Vidor con protagonista il maggiore Roger, interpretato da Spencer Tracy e ambientato durante la guerra franco-indiana che si combatté tra gli inglesi e i francesi a metà del XVIII secolo nel Nord America”. Altra chicca “il villaggio Sioux della metà del XIX secolo realizzato con soldatini scala 1/72 dell’Atlantic, molto rari, quasi introvabili sul mercato perché lo stampo venne perso durante la I° guerra di Libano nel 1983, tutti rigorosamente dipinti a mano con tende in pelle e ogni cosa assolutamente auto costruita eccezion fatta per qualche albero di origine commerciale”. Ci sono poi “il Fort Ticonderoga, liberamente ispirato alla guerra franco-indiana del 1775, quella dell’Ultimo dei Mohicani per intenderci, completamente auto costruita e con soldatini Airfix e Revell scala 1/72 dipinti a mano e due semplici diorami con cariche di cavalleria inglesi e francesi, ispirati alla battaglia di Waterloo, in scala 1/32 e 1/72. Sempre con soggetti di plastica – controbatte – esposti soldatini giocattolo attuali e d’epoca anni ’70, cioè quando ancora ci giocavamo sul balcone o nel cortile di casa, di cui molti restaurati e modificati, ancora a soggetto western ed un fortino dello stesso periodo simpaticamente donatomi dal signor Sandro Conti, al grido “tanto lo so che a te piace” e che durante la nevicata dell’inverno scorso mi sono divertito a restaurare e modificare un po’.

Infine – obietta – tra i ricordi più piacevoli, tre pezzi della mia collezione di soldatini di carta, realizzati al traforo su compensato”. E qui, Mezzanotte apre una parentesi “questa tecnica mi è stata insegnata da mio padre, molto bravo, quando ero piccolissimo, 6-7 anni di età. Conservo gelosamente le sue realizzazioni, oltre al catalogo dei lavori, risalente agli anni ’40, da cui si potevano, a mezzo posta, ordinare le mascherine poi applicate con colla di farina sul compensato per lavorarle al traforo, distaccarle e procedere all’assemblaggio dei vari elementi finiti, ricavando vere opere d’artigianato artistico. Acquisita progressivamente e perfezionata questa tecnica – rileva – l’ho a mia volta trasmessa a mio figlio, coautore di molti degli oggetti esposti. Devo aggiungere che per me, era una necessità auto costruire i soggetti, avendo a disposizione pochi soldatini, cosiddetti commerciali”. Altro inciso. “Il Corriere dei Piccoli fu la fonte quasi inesauribile per soddisfare tale necessità. Il giornale, infatti, pubblicava periodicamente tavole disegnate da famosi artisti, Toppi, Battaglia, Ugo Pratt ecc., ispirate a soldatini di varie epoche, greci, egiziani, romani, cartaginesi, medievali, rinascimentali, far west, napoleonici, risorgimentali, moderni e altri. Un universo di storia e di uniformi di tutte le fogge che appassionava noi ragazzi. E non solo.

A cura degli stessi disegnatori pubblicava le squadre di calcio del campionato di serie A e i ciclisti del giro d’Italia e di alcuni campionati mondiali”. Questo materiale è ora reperibile? “con molta difficoltà. Qualcosa ancora si trova. In tanti anni, credo di aver aggiunto alla mia collezione praticamente tutte le tavole”. Quelle esposte in vetrina? “Rappresentano la Battaglia del Little Big Horn tra il 7° Cavalleria del Ten. Col. Custer e gli indiani di Cavallo Pazzo e Toro Seduto; un villaggio del far-west con personaggi al saloon e una rapina alla banca che avviene alla presenza di famosi sceriffi (I fratelli Earp, Masterson, Hickoc ecc) e di altrettanto noti banditi (Biily the Kid, Jassie James, Cole Jounger ecc.). Di fronte e in alto rispetto a questi due ho posto una piccola ambientazione composta da un’abitazione apache con donne e bambini, alcuni guerrieri con i famosi capi Cochise, Geronimo, Chato e Victorio di fianco ai quali sono esposti degli apache in plastica scala 1/32 dipinti a mano, di recentissima realizzazione.

Sullo sfondo la pittorica Monument Valley, attuale riserva Navaho e sito della realizzazione d’innumerevoli scenografie western. Ne ha altri? “Sì, oltre alle tavole del Corriere dei Piccoli, ho raccolto 10.000 soldatini, molti già completati dal punto di vista cromatico e che attendono una collocazione su diorama, ma tantissimi da dipingere. Di certo per la loro realizzazione occorrerebbe un lungo periodo di pensionamento. E con i tempi che corrono non credo di avere a tale proposito grosse chances. Toccherà, eventualmente, ai miei eredi realizzare questi lavori augurando loro di trovare anche lo spazio per collocarli, mio attuale problema, e una moglie tollerante e magari complice. Per il momento l’ospitalità cortesemente concessami dagli amici delle famiglie Pierosara-Bernardi e Gagliano nella loro vetrina, ha permesso a tanti coetanei di tornare per qualche momento al tempo della loro infanzia ma si è notato un notevole interesse anche da parte di giovani e giovanissimi”.

da Daniele Gattucci

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Libero-Subito

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