Una folla ai funerali di Paolo Angeletti. "Ci mancheranno la tua eleganza e la tua ironia"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 5 ottobre 2015 – Paolo Angeletti aveva amici ovunque. Questa mattina al suo funerale, celebrato alle ore 11 nella chiesa di San Carlo Borromeo (FOTO), non sono mancati quelli vicini, i tanti pesaresi, compagni d’infanzia e d’avventure, i colleghi di una vita spesa nel giornalismo e i molti estimatori della sua penna acuta e sensibile.

A colpo d’occhio solo gli intimi, quelli abituati a condividere con lui la passione per l’arte, per il design, per la buona musica, per il golf fino al rito mondano dell’aperitivo saranno stati non meno di duecento. Tanto che la chiesa per permettere agli altri, altrettanti, di partecipare è rimasta aperta accogliendo tutti nell’ampia scalinata fino alla strada. Mentre il feretro entrava, addolcito da un cuscino di rose bianche e gerbere gialle, la gente si è raccolta attorno al fratello di Paolo, Ettore e alla cognata Ivana, ai nipoti Andrea ed Emiliana, alle pronipoti, alle cugine Noris, Aurora, Giovanna, Margherita con Michele, ai parenti tutti.

Tra i banchi il vicedirettore del Carlino Beppe Boni, il caporedattore centrale Massimo Pandolfi, l’inviato Lorenzo Bianchi. All’altare il nostro capo Luigi Luminati, legato a Paolo da 30 anni di esperienza professionale insieme – passati gomito a gomito già quando entrambi iniziarono nella sede del Corriere Adriatico –, ha dato voce al cordoglio dei colleghi, che fuori e dentro la redazione del Resto del Carlino di Pesaro, hanno avuto modo di apprezzare l’abilità, l’eleganza e l’ironia di un testimone colto, attento e gentile. Se la famiglia, nei manifesti sparsi in città, nel dare il triste annuncio, dello stile di Paolo ha segnato la “proverbiale discrezione”, Luminati alla commossa platea, del carattere di Paolo ha sottolineato “la prontezza di spirito, la battuta sottile” sintesi perfetta di chi sa andare al nocciolo delle questioni.

“Doti che facevano di te il grande titolista quale eri, caro Paolo – ha detto Luminati –. Non ho difficoltà a pensarti insieme a Paolo Nonni: in questo momento avrete trovato certamente il modo di sorriderne insieme, beffandovi di noi”. Prima di sciogliersi in un prolungato applauso la gente ha ascoltato il caldo ricordo lasciato dalla cantante, cugina di Paolo, Noris De Stefani.

L’abbraccio ai familiari con un lungo corteo ad incedere è avvenuto avvolto dalle note del Sogno di Shuman prima e dal softrock di Billy Joel. Proprio Piano Man, insieme al Koln concert di Keith Jarrett erano tra i pezzi preferiti della sconfinata libreria musicale di cui Paolo Angeletti è stato raffinato cultore. Proprio Jarrett, spesso e volentieri, Angeletti era solito regalarsi a metà pomeriggio quando, nel momento clou della chiusura del giornale, trovava il suo modo di tenere a bada il ritmo stressante della quotidianità.

La musica in chiesa è stata un omaggio del direttore del Conservatorio Rossini Ludovico Bramanti e dell’Orchestra Sinfonica Rossini, mentre molti hanno espresso l’idea di voler organizzare presto un tributo ad “un uomo che in vita ha saputo voler bene a tanti”. Da conquistatore di talenti nelle due ali di folla impossibile non notare la forte presenza di artisti, designer, professionisti, industriali: dall’amica Franca Falabella ai coniugi Tomino, al designer Enrico Tonucci, allo scultore Eliseo Mattiacci al campione Ario Costa; da Nardo Filippetti al Sovrintendente del Rossini Opera Festival Gianfranco Mariotti. Presenti molti politici, amministratori e le istituzioni a partire dal sindaco Matteo Ricci e dall’assessore alla cultura Daniele Vimini. Naturalmente molti i giornalisti presenti: dai colleghi di lavoro provenienti dalle altre redazioni del Resto del Carlino (Bologna, Rimini, Ascoli Piceno, Ancona, Fermo e…), ma anche delle altre testate.

 

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