"Una media di 15 sfratti al mese: il Comune trascura l’emergenza"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 22 agosto 2015 – Il Comune dovrebbe spendere meglio i suoi soldi: anziché destinarli ad iniziative superficiali, di facciata, dovrebbe occuparsi delle emergenze», afferma il consigliere comunale Giovanni Dallasta (Siamo Pesaro).

Quali sarebbero le emergenze?

«Innazitutto, il disagio abitativo, che il Comune ha nettamente trascurato fino ad oggi. Così ora si rischia un’ondata record di sfratti a cui non saremo in grado di dare risposte, perché in ritardo nella progettazione di un piano che deve ancora essere predisposto»

Perché dice che ci sarà un’ondata record di sfratti?

«Stando ai dati che mi sono fatto dare dall’amministrazione, ogni mese vengono presentate in Tribunale, in media, 15 richieste di convalide di sfratto per morosità. A fronte di queste richieste, sono solo 2 e mezzo gli sfratti mensili convalidati, perché, in mancanza di alloggi popolari da assegnare, si tende ad allungare i tempi. Questo significa che nel tempo si sono accumulate richieste che prima o poi devono essere soddisfatte, e nel frattempo se ne aggiungono di nuove. E quando queste persone saranno effettivamente sfrattate e il Comune non avrà alloggi popolari da assegnare, cosa faremo? Dove andranno tutti questi sfrattati senza un tetto?»

Lei dice che il Comune è in ritardo nella predisposizione di un piano.

«Sì, perché i dati sugli sfratti sono costanti da anni, quindi l’amministrazione avrebbe già dovuto provvedere all’acquisto di nuovi alloggi e alla sistemazione di quelli esistenti e sfitti per problemi strutturali. Sono ben 55 gli alloggi non occupati che necessitano di intervento, su un totale di 617 appartamenti (386 di proprietà dell’Erap, 231 del Comune, ndr). Su alcuni di questi si sta lavorando e a breve dovrebbero essere assegnati, ma siamo in ritardo. E non basta. Quando, nella scorsa legislatura, si è capito che i progetti di ‘housing sociale’ approvati non sarebbero andati in porto, si doveva ragionare su alternative, e altrettanto avrebbe dovuto fare l’attuale giunta appena costituita, che invece ha dato priorità ad altro».

A questo punto, lei cosa farebbe?

«Innanzitutto, aumenterei i fondi per il welfare. Poi, voglio capire se alcuni degli alloggi occupati possono essere liberati e porterò la questione in commissione perché va approfondita».

In che senso?

«Ho il sospetto che chi ottiene un alloggio popolare, poi, vi resti vita natural durante, mentre se i requisiti vengono meno dovrebbe essere sostituito. Ad una mia interrogazione, il Comune ha risposto che il controllo spetta all’Erap in quanto soggetto gestore e che la verifica avviene, di norma, almeno con cadenza annuale. Ma io voglio la certezza che ciò accada e che non succeda che venga concesso a chi è dentro di restare anche se nel frattempo le sue condizioni economiche sono migliorate. Non sarebbe corretto nei confronti di chi ha bisogno. E poi vorrei capire anche in che condizioni sono gli alloggi assegnati, perché sono emersi casi di appartamenti fatiscenti»

 

 

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