Una storia di solidarietà

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Pesaro, 16 novembre 2014 – C’è sempre una terza via. E’ difficile da individuare, è la più scomoda, ma va cercata. Per noi è la via del buon senso che in questo Paese manca spesso e volentieri. Va usata soprattutto sui temi delicati come quelli dell’accoglienza dei rifugiati e del sostegno ai meno fortunati. Ci dev’essere una via di mezzo. E passa attraverso una gestione intelligente della sistemazione dei richiedenti asilo.

La scelta fatta dal governo della sistemazione proto-alberghiera, con cooperative, associazioni e addirittura agenzie turistiche che offrono posti letto sparsi per le città senza una valutazione di ordine pubblico e di opportunità lascia il fianco scoperto a una doppia dietrologia. Su chi “ci guadagna” e su chi ci “specula”. Se si tratta invece di un’emergenza umanitaria e solidale dev’essere lo Stato a farsene carico, affiancato dalla Chiesa cattolica che non può esimersi, per la sua storia e la sua presenza capillare, dall’aiutare i rifugiati.

Esternalizzare anche la solidarietà è un errore, che porta a mettere sullo stesso piano chiedenti asilo e turisti scandinavi. Almeno in bassa stagione. In questa provincia sono arrivati in pochi mesi oltre 300 richiedenti asilo e solo in questi giorni si è arrivati a manifestazioni incrociate che per fortuna non sono mai degenerate. Non è, ovviamente, una coincidenza. Pesaro e l’intera provincia hanno una storia di accoglienza, solidarietà e partecipazione. Basterebbe pensare a Padre Damiani e Don Gaudiano. I quali avrebbero aperto le loro “case” anche per i rifugiati. C’è un patrimonio di cultura, di solidarietà e di luoghi da utilizzare per questi ed altri rifugiati. Soprattutto quando non potranno più stare nell’albergo a due passi dalla Palla di Pomodoro perché la stagione turistica tornerà e i 23 euro giornalieri non basteranno più. Santa ipocrisia.



 

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