Urbino, la serie tv "Der Poliziotto" prende forma. Città trasformata in set

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Urbino, 5 giugno 2015 - «Silenzio, si gira». A quel punto chiunque si ferma ad aspettare che il regista Uwe Janson dia il contr’ordine. Tra le persone che di colpo s’arrestano, c’è Daniele impiegato di una ditta di consegne. Lui in teoria ha fretta e la pila di pacchi che regge vanno portati aldilà del set, ma pazientemente si ferma, curioso di assistere dal vivo ad una ripresa della fiction tv Der Poliziotto che la produzione Studio Hamburg, una delle più strutturate di tutta la Gemania, ha ambientato ad Urbino. Stessa sorte tocca alla signora Rosalba Becilli, urbinate, carica di borse della spesa, che si è bloccata, in rispettosa attesa, all’inizio di via Veneto. La troupe è nel pieno di una scena davanti al Duomo, che ha cambiato volto e nome al ristorante il Cortegiano. Per i tedeschi è stato battezzato Bar Toto, più facile da dire e da ricordare. La Becilli deve andare in via Veterani, dove abita: «Non mi importa del peso. Sono contenta per Urbino, mi auguro che la televisione tedesca ci porti gente». Nel frattempo il permesso di passare è stato dato.

Via Veterani è tappezzata di manifestini: ad attaccarli è un giovane di Cagli, Alessandro Casalecchia. Lui insieme ad altri due giovani urbinati è stato assunto dalla produzione nella schiera di assistenti. Nei manifesti si avvisa che il giorno dopo la troupe girerà delle scene nel vicolo occupando gli spazi per un po’. «No, non c’è problema, basta saperlo e uno si organizza – conferma la signora Becilli che nel frattempo ha incontrato Rina Emiliani sull’uscio di casa».

«Certo parcheggiare è diventato complicato… ormai non c’è un buco, ma tocca avere pazienza». Poi davanti all’Emiliani confessa: «certo la curiosità di poter vedere la fiction è tanta. Sa se la daranno anche da noi?». Nessuno può dirlo ancora. Nemmeno i tedeschi poiché la produzione sta girando il pilot, due puntate da due ore l’una che serviranno di prova: «se la storia farà colpo – ha detto Janson in conferenza stampa – allora la produzione potrebbe tornare per allungare la serie fino a 12 puntate». Tanto che il regista più volte si è raccomandato di non cambiare nulla dentro a palazzo Gherardi, sede dell’ex tribunale e oggi base per le scene madri della fiction.

Lontano dai set ricostruiti all’interno – tra cui un obitorio in piena regola dal momento che Der Poliziotto è un giallo tratto dall’omonimo libro di Uli T. Swidler – si trova il laboratorio di Petra Nenmeister, costumista di solida esperienza, per la prima volta alle prese con una storia ambientata nell’Italia di oggi. Attenzione però questo non vuol dire che vestire i personaggi sia meno impegnativo. «Vero – conferma Petra in perfetto italiano dal momento che da 25 anni trascorre parte delle sue vacanze a Itri, nella Maremma laziale –. Anche se la storia è ambientata nella contemporaneità, gli attori indossano abiti che contribuiscono alla psicologia del personaggio. Come per le location, adeguate dall’interior design alla sceneggiatura, così il vestiario identifica carattere e ruolo». Detto, fatto. Nella scena del momento è impossibile non notare la figura, altera e calamitante di Malpomena, protagonista femminile nella storia, interpretata nel cast dalla bella Katharina Wackernagel.

Fasciata in una tuta di pelle, l’attrice ha un piccolo marsupio da cui estrae con gesto d’antan, un orologio da panciotto. «L’orologio al polso sarebbe stato troppo semplice – spiega Petra –. E’ una donna moderna, ma Malpomena ha ereditato oltre al sangue blu, poiché discendente di una famiglia aristocratica, una gestualità carica di significato». E così Malpomena oltre ad essere ricca e indipendente sembra rappresentare agli occhi dei tedeschi quel cordone ombellicale con la tradizione e le proprie origini che gli italiani non tagliano, ma rispettano con orgoglio. «Il cipollotto è del nonno – osserva Petra – mentre il modello di femminilità a cui si ispira è quello della nonna, una gran dama, molto ricercata, presente anche lei nella serie». Petra ha notato che «le italiane hanno sempre i capelli in ordine» e spesso «colori di accessori e tessuti degli abiti sono abbinati».

Altro personaggio ad irrompere nella scena è quello animato da Axel Neumann, che nei panni di Luigi, un vagabondo dall’età resa indecifrabile per la vita di strada e l’abuso di vino. «Per quanto viva ai margini e si comporti da matto facendo collezione di pezzi di plastica, Luigi è un personaggio positivo: benvoluto a tal punto che la farmacista gli regala tutte le mattine un sigaro toscano, con la sua innocenza e intelligenza sarà d’aiuto in più d’una occasione. Per questo Luigi: «indossa un completo nero – racconta Petra – giacca e pantaloni che per quanto sporchi e consumati ne tratteggiano la nobiltà d’animo e dimostrano quanto ai nostri occhi, persino nella disgrazia e nelle difficoltà, l’italiano mantiene stile e dignità».

Per non disturbare le riprese la costumista si regala un caffè al Basili. «Persino il mio amico di Itri, imprenditore di 50 anni che ha dovuto chiudere la fabbrica, non ha perso la sua eleganza: è impeccabile nonostante lo sguardo sia impensierito dalle difficoltà economiche. Quanto apprezzo questo lato del carattere degli italiani: sapete affrontare le difficoltà a testa alta». Non ha finito di sorseggiare che un signore la saluta calorosamente. «E’ un cameriere del ristorante al Gallo dove sono stata di recente – osserva tra lo sbalordito e il divertito, poiché quella sarebbe la seconda volta che lo incontra nella sua vita – qui la gente è così cordiale che ci si sente subito accolti» conclude.

Prima di risalire via Veneto, Petra confessa di trovarsi bene anche nell’appartamento in centro dove l’ha raggiunta anche il secondo figlio con la fidanzata. I due diciottenni cominceranno la giornata con una visita al Palazzo Ducale. Non li ha obbligati la madre che nelle due settimane di permanenza ha visitato Pesaro, Fano e l’entroterra fino al Furlo. Davanti al set Petra si arresta, per verificare che il telefonino sia silenziato: «la regola vuole che chi sbaglia paga da bere a tutti». Dal momento che la produzione conta sessanta persone tra tecnici, creativi e amministrativi… Petra non ci pensa due volte e ogni volta seleziona la modalità «in aereo».



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