Urbisaglia, spuntano nuovi tesori nell’area archeologica

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 13 agosto 2015 - Una strada e una serie di locali, negozi dove si andavano a comprare cibo e oggetti prima di assistere a uno spettacolo a teatro, tra il primo e secondo secolo dopo Cristo (FOTO). E’ quello che è venuto fuori da alcuni scavi nell’area archeologica di Urbs Salvia, che con i suoi 50 ettari è la più grande delle Marche.

«Volevamo realizzare dei bagni nei pressi dell’anfiteatro – spiega il sindaco Paolo Francesco Giubileo –, vicino al parcheggio. Tutta l’area è vincolata dalla Soprintendenza, dunque con questo ente abbiamo avviato i lavori. Ma appena abbiamo iniziato gli scavi, a 40 centimetri di profondità sono emerse le sommità di alcuni muri che fanno leggere il perimetro di tre o quattro ambienti. Ci siamo subito fermati, e ora cercheremo di capire con la Soprintendenza come procedere». 
Ma cosa potrebbero essere quei locali? 
«Al momento si possono fare solo ipotesi – risponde il professor Roberto Perna, direttore degli scavi a Urbs Salvia con l’Università di Macerata –. Lo scavo non è ancora al livello archeologico. Però la prima idea è che possa trattarsi di botteghe, che si affacciavano sulla strada. Il pubblico passava da lì per raggiungere le entrate dell’anfiteatro, che si trovano sul lato opposto a quello da cui si entra oggi (e che all’epoca era usato dalla processione trionfale di gladiatori e animali). Sapevamo che lì doveva esserci questa strada per il pubblico, ma non immaginavamo che potessero esserci anche delle botteghe, anche perché la zona è relativamente periferica, fuori dalle mura». 
A che età risalgono le strutture affiorate? 
«E’ difficile dirlo prima di averle esaminate, ma possiamo pensare che risalgano all’età imperiale perché sembrano ben fatte, dunque al periodo tra il primo e il secondo secolo dopo Cristo. Quello è stato il periodo di massimo sviluppo della città, quando sono stati realizzati anche l’edificio a nicchioni e il complesso del tempio con il criptoportico».
Che prospettive di studio ci sono dopo questa nuova scoperta? 
«Bisognerà vedere cosa faranno il Comune e la Soprintendenza. Al momento, gli unici scavi in atto su Urbs Salvia sono quelli condotti dall’Università, altre risorse non ci sono. Eppure ci sarebbe tanto da far riemergere, anche strutture monumentali. Le indagini geomagnetiche condotte finora hanno rivelato che ci sono ancora pezzi di mura dell’età repubblicana, sarebbero le prime trovate nelle Marche. Per ora stiamo lavorando ai resti di un edificio, probabilmente di culto, risalente al secondo secolo avanti Cristo, il più antico della regione, e stiamo completando il restauro della porta Gemina, all’ingresso da est, sulla quale è stata poi costruita una casa colonica nell’Ottocento. Però si lavora navigando a vista, le risorse sono troppo poche». 
Eppure Urbs Salvia, una delle poche a potersi fregiare del titolo di «città» in età imperiale, una delle pochissime in Italia ad avere un tempio alla Salus Augusta, è un’area interessantissima dal punto di vista archeologico e storico, oltreché meta da tempo di un turismo costante e internazionale.

LEGGI LE NEWS DE IL RESTO DEL CARLINO

Le quadrelle 

Precedente Monteprandone, precipita dalla finestra dopo una lite col figlio e muore a 59 anni Successivo Fabriano - Sfregiata la vettura di un vigile. A caccia dei vandali