Usura e gioco d’azzardo: spedizioni punitive per intimidire i debitori

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Porto Sant’Elpidio, 13 febbraio 2015 – Avevano creato una vera e propria squadra punitiva composta da cinque persone che si occupavano di intimidire, minacciare e quando serviva, pestare violentemente le persone finite nell’ingranaggio del gioco d’azzardo e dell’usura. È questo il nuovo particolare emerso in questi giorni nel proseguo delle indagini sulla banda – sgominata dalla Guardia di finanza di Ascoli – che controllava il territorio e aveva il suo quartier generale nel circolo Europa nel quartiere Faleriense. Gli inquirenti hanno scoperto che la ‘squadraccia’, nella settimana a cavallo del primo blitz e del secondo, avrebbe fatto visita a tutte le persone che frequentavano il circolo, minacciandole di fare del male ai loro familiari o di bruciare le loro aziende nel caso avessero parlato o minimamente collaborato con gli uomini delle Fiamme Gialle.

In tre casi, addirittura, sarebbero state ordinate delle vere e proprie spedizioni punitive nei confronti di altrettanti imprenditori sospettati di essere le gole profonde degli investigatori. Imprenditori che sono riusciti miracolosamente a farla franca, facendo temporaneamente perdere le loro tracce. Era stata una settimana del terrore che aveva fatto da prologo all’operazione ‘Green Table’, con la quale lunedì scorso è stata sgominata l’organizzazione dedita all’usura, all’estorsione e al riciclaggio che si snodava soprattutto lungo la costa. Il blitz è scattato nelle prime ore della mattinata, quando 50 uomini delle Fiamme Gialle del nucleo di polizia tributaria sono entrati in azione per eseguire tre ordinanze di custodia cautelare. Agli arresti domiciliari sono finiti Emanuele Rocco, 45 anni di Porto San Giorgio, uno dei gestori del circolo Europa in zona Faleriense, considerato il capo del sodalizio; Marius Trefas, 31 anni di Porto Sant’Elpidio, originario della Romania, titolare di un’impresa di recupero di metalli e materiali ferrosi situata in contrada San Marco alle Paludi di Fermo; Paulin Plesca, 31 anni, di Magliano di Tenna, anche lui di origini romene, apparentemente operaio, ma in realtà colui che si occupava del recupero crediti del sodalizio. I tre saranno interrogati questa mattina per fare chiarezza su loro ruolo e sui tassi di interesse tra il 300 e 400% che andavano applicando ai loro debitori.

Fabio Castori



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