Usura e minacce di morte: arrestato il capo della banda

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Porto San Giorgio 22 luglio 2015 – Nuovi sviluppi nell’indagine «Green Table», con la quale la Guardia di finanza aveva già colpito duro l’organizzazione che gestiva prestiti e usura che ruotavano intorno ai tavoli da gioco delle bische locali.

Gli uomini delle Fiamme Gialle di Ascoli Piceno hanno eseguito tre nuove ordinanze di custodia cautelare. In carcere è finito Marius Trefas, 31 anni di Porto Sant’Elpidio, originario della Romania, titolare di un impresa di recupero di metalli e materiali ferrosi situata in contrada San Marco alle Paludi di Fermo. L’uomo, già colpito da una misura cautelare nel febbraio scorso, per analoghi reati, secondo gli investigatori sarebbe il capo del sodalizio criminale e a lui viene anche imputato il reato di violenza privata nei confronti del vivaista di Porto San Giorgio, Duilio Pazzi, morto in tragiche circostanze. Infatti, secondo il sostituto procuratore di Fermo, Alessandro Piscitelli, Trefas sarebbe il mandante delle minacce di morte nei confronti dell’imprenditore sangiorgese di 42 anni.

Insieme a Trefas sono finiti nei guai la moglie D.B., di 24 anni, e il rumeno residente a Lido di Fermo, C.A., di 27 anni. Per entrambi è stato disposto l’obbligo di dimora e il divieto di allontanamento dalla propria abitazione negli orari compresi tra le 21 e le sei del mattino.

A loro carico sono emersi nuovi fatti di usura e minacce di morte nei confronti di quattro persone, alle quali venivano imposti interessi astronomici sulle somme dovute. Il blitz di ieri fa seguito agli altri due messi a segno nel febbraio scorso: il primo nel circolo Europa di Porto Sant’Elpidio, il secondo in tutto il Fermano. La Guardia di Finanza aveva sgominato così in parte un’organizzazione dedita all’usura, l’estorsione e il riciclaggio. Oltre a Trefas, agli arresti domiciliari erano finiti Emanuele Rocco, 45 anni di Porto San Giorgio, uno dei gestori del circolo Europa in zona Faleriense, e Paulin Plesca, 31 anni, di Magliano di Tenna, anche lui di origini romene, apparentemente operaio, ma in realtà colui che si sarebbe occupato del recupero crediti del sodalizio. Oltretutto, erano state denunciate 34 persone per gioco d’azzardo. L’operazione, coordinata dalla Procura si era snodata anche attraverso una decina di perquisizione domiciliari a carico di altri cinque indagati. Durante i blitz erano stati sequestrati titoli di credito e denaro contante per oltre 10.000 euro.

Fabio Castori

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