Vaccini sospetti, i medici presi d’assalto

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Carlino borghigiano

Macerata, 30 novembre 2014 - C’è chi si è appostato alle 7.45 davanti allo studio del suo medico, per sapere se doveva preoccuparsi. L’allarme sul vaccino antinfluenzale Fluad tocca da vicino i maceratesi. Anche qui sono state distribuite delle dosi prese dai lotti considerati potenzialmente a rischio e ritirati dall’Agenzia italiana del farmaco. «La cautela è doverosa, ma in realtà non c’è da preoccuparsi» rassicura il dottor Romano Mari, vice presidente dell’Ordine dei medici, che nel suo ambulatorio ha già vaccinato circa duecento persone.

Dottore, cosa dicono i suoi pazienti dopo che si è saputo di alcuni decessi – undici – che potrebbero essere collegati al vaccino?

«La gente ovviamente è allarmata, soprattutto le persone più anziane che magari hanno minori conoscenze di farmacologia. In questo momento c’è grande confusione sui vaccini, ed essendo in piena campagna vaccinale si sono preoccupati tutti quelli che hanno appena fatto o stanno per fare l’iniezione. Il problema è capire se c’è correlazione tra le morti e il farmaco. Di solito le conseguenze in questi casi, con lo choc anafilattico, sono immediate. Il Fluad è un vaccino potenziato con lo squalene, che può dare una reazione avversa subito dopo l’uso, non dopo 48-72 ore, per questo di solito consigliamo ai pazienti di trattenersi in ambulatorio per una ventina di minuti dopo la somministrazione, per vedere se ci sono sintomi sospetti».

Lei ha avuto modo di notare reazioni allergiche nei suoi pazienti?

«Ho vaccinato circa 200 persone, senza alcuna segnalazione di anomalie o problemi. Ho contattato anche dei colleghi e l’ufficio competente dell’Asur: nella nostra zona non ci sono stati casi preoccupanti. Ho avuto dei contatti anche con la Novartis, secondo la quale la produzione del vaccino è stata sempre regolare. Comunque l’Istituto superiore della sanità e l’Aifa hanno fatto bene a bloccare i lotti sospetti. Ora dobbiamo aspettare i risultati delle autopsie e le analisi, ci vorranno venti o trenta giorni».

Ma continuano tutti a vaccinarsi? Nessuno ha cambiato idea?

«In questi giorni ho ricevuto molte telefonate, e alcuni erano davanti all’ambulatorio prima delle 8 di sabato mattina, per avere chiarimenti e rassicurazioni. La gente giustamente chiede, si informa, ma alla fine anche i più allarmati si tranquillizzano. Io comunque, che non ritengo ci sia un nesso tra i decessi e il farmaco, ho consigliato a tutti di continuare a vaccinarsi. Magari si evita il prodotto potenziato, che viene usato nei casi particolari che richiedano maggiore protezione, e scegliamo il vaccino semplice che non ha creato problemi, in attesa di maggiori chiarimenti dalle analisi».



 

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