Vandali i Piazza del Popolo, colonna imbrattata e lastra rovinata

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 19 dicembre 2015 – Piazza del Popolo ancora una volta vittima di danneggiamenti. Non basta l’eccessivo numero di iniziative di ogni genere organizzate nel salotto buono, che invece potrebbero benissimo essere ospitate in altri spazi del centro storico, a sottoporre colonne, pavimentazioni, scalinate al continuo rischio di rotture: così l’ennesima lastra, nell’angolo nord est della piazza, risulta gravamente danneggiata.

Stavolta però c’è dell’altro. Un gesto vandalico, «un’impresa» di qualche scellerato che ha deciso di deturpare una colonna in travertino del porticato che circonda una delle piazze più apprezzate d’Italia, visitata ogni anno da migliaia di turisti. E mercoledì alcune associazioni cittadine hanno denunciato l’accaduto.

Sul posto è giunto l’architetto Pierluigi Salvati della Soprintendenza, che ha effettuato un sopralluogo.

«Il problema del degrado nel centro storico non accenna a diminuire – spiega in una nota Sandro Biondi, consigliere della sezione di Ascoli di Italia Nostra – anzi semmai si aggrava perché negli ultimi tempi è stata gravemente danneggiata anche una colonna del porticato di una delle più belle piazze d’Italia sverniciandola di nero. Lo sfregio sta lì da tempo, nell’indifferenza generale, il che sorprende perché siamo nel cuore del più bel centro storico delle Marche e tra i più belli d’Italia e, per quanto ci risulta, non ci sembra che al riguardo siano state informate le autorità competenti per gli interventi da adottare. Per questo motivo abbiamo richiesto una sopralluogo da parte della Soprintendenza, avvenuto questa mattina, in quanto sono soprattutto due le problematiche da affrontare: la prima naturalmente la valutazione del danno il cui responsabile è perseguibile penalmente trattandosi di sito integralmente vincolato; la seconda riguarda come porre riparo a tale sfregio».

Ora il comune dovrà incaricarsi del restauro, seguendo le precise indicazioni dell’ente di tutela del patrimonio architettonico. «Il restauro della colonna in travertino – spiega ancora Biondi – è difatti operazione molto delicata che deve essere attuata, previa autorizzazione della stessa Soprintendenza, da personale munito delle specifiche prerogative ministeriali e con tecniche che seguono una metodologia ben precisa, altrimenti anche in questo caso si rischia di incorrere in un reato penale».

 

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