Venerdì santo, gli appuntamenti in provincia

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Pesaro, 24 marzo 2016 – Affondano le loro «radici» in tradizioni secolari, le processioni del Venerdì Santo con rappresentazioni sceniche della Passione e della morte di Gesù Cristo, vissute con grande coinvolgimento ed emozione dai fedeli, impegnati spesso anche come figuranti.
Tra le storiche processioni che si potranno seguire venerdì 25 marzo nel territorio provinciale la più nota è la Turba di Cantiano, sacra rappresentazione scenico – drammatica della Passione di Cristo di grande impatto emotivo, con ricostruzione accurata delle fasi salienti – cospirazione e tradimento di Giuda, ultima cena, processo e condanna, ascesa al calvario – fino alla crocifissione e morte di Gesù Cristo, seguita poi dalla sua resurrezione. Il percorso partirà venerdì alle 20 nel centro storico di Cantiano.

Inoltre a Serravalle di Carda (Apecchio) si tramanda di generazione in generazione la partecipazione attiva alla suggestiva e commovente «Passio» rappresentazione storico – religiosa della Passione, morte e resurrezione di Cristo, che ogni Venerdì Santo, dalle ore 21, viene realizzata partendo dalla piazza, grazie alla partecipazione di tutto il paese, con un centinaio di comparse, ormai dal 1979. Ad organizzarla è la Pro Loco di Serravalle di Carda e l’associazione Passio, con il patrocinio del Comune di Apecchio. «Grazie al costante lavoro della comunità serravallese, la «Passio», giunta alla XXXVII edizione, ha raggiunto un importante livello di eccellenza – spiegano gli organizzatori -, anche per scenografie rinnovate, costumi fedeli a quelli del tempo realizzati dalla nostra sarta, effetti scenici suggestivi, musiche e luci d’effetto. Serravalle di Carda si anima di scene di vita quotidiana dell’epoca e vengono rappresentati gli episodi della passione di Cristo fino alla Via Crucis al monte della crocifissione, dove un’atmosfera densa di commozione pervade tutto il pubblico».

Quindi a Saltara venerdì 25 marzo alle 21.30 partirà la tradizionale Processione del Cristo Morto, manifestazione che anima l’antico borgo sin dal 1847: le vie del centro storico verranno percorse da soldati romani che a piedi e a cavallo apriranno il corteo scortando Cireneo, incappucciato ed impersonato ogni anno da un fedele che mantiene anonima la sua identità. Il corteo proseguirà con gli apostoli, le pie donne, i popolani impersonati da uomini, donne e bambini del luogo, quindi seguirà l’antico cataletto su cui giace il corpo del Cristo Morto appoggiato sulle ginocchia della Madonna Addolorata. Ogni Venerdì Santo a Saltara si può percorrere anche la Via Dolorosa, ricostruita negli angoli più caratteristici del paese, tramite una serie di quadri plastici ad altezza d’uomo, e illuminata da fiaccole. Il percorso sarà visitabile sia prima della processione, a partire dalle 19, sia al suo termine. «Quest’anno – precisano gli organizzatori – la realizzazione delle scene è stata possibile grazie al prezioso aiuto dei cittadini di Saltara, Calcinelli, Borgaccio che hanno risposto numerosi ad un appello di richiesta di collaborazione fatto dalla Proloco di Saltara».

«Risale al 1573 la Processione del Cristo morto a Cagli che vede sfilare cinquecento figuranti scalzi e incappucciati, tutti appartenenti alle cinque storiche confraternite di Cagli – precisa l’assessore alla Cultura di Cagli, Maria Assunta Valeri -. Queste sono la confraternita della buona morte; la Confraternita del santissimo Crocifisso di San Giuseppe che organizza e coordina la processione; la confraternita della Madonna del buonconsiglio; la confraternita degli artieri; la confraternita della misericordia. La scultura lignea del Cristo morto verrà trasportata venerdì alle 5 del mattino dalla Chiesa di San Giuseppe, dove viene conservata, fino alla basilica cattedrale. Da qui alle 21 con la processione penitenziale verrà riportata nella chiesa di San Giuseppe».

«A Fermignano la Processione del Cristo morto ha origine alla fine del 1700 ed è organizzata dalla «Venerabile confraternita del Gonfalone» fondata nel 1514 – spiega Giulio Finocchi memoria storica di Fermignano -. Vi partecipano 2.000 persone e i membri della confraternita portano il cataletto con sopra la statua del Cristo morto mentre le donne vestite di nero accompagnano la Madonna addolorata. Da sei anni lungo il percorso della processione si incontrano dieci quadri viventi realizzati da un centinaio di figuranti in costumi dell’epoca. La processione, che partirà alle 21 dalla chiesa di Santa Veneranda, sarà seguita dal corpo bandistico di Fermignano; in tutte le finestre del centro storico verranno messi dei ceri bianchi accesi per illuminarne il cammino».

Un’altra storica processione del Cristo morto è quella che si svolge a Mercatello sul Metauro e si contraddistingue per una caratteristica unica: il Cristo morto è stato realizzato in cuoio nel 1200.



 

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