Venti giorni di coma e 7 organi fuori uso: «Travolto da un albero, così sono rinato»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova Marche (Macerata), 23 agosto 2015 – Oltre trecento persone hanno partecipato, nella chiesa centrale di Santa Maria Apparente, alla serata della riflessione organizzata dal parroco don Emilio, in occasione dei cinque anni passati da quando un albero si schiantò improvvisamente sulla strada addosso a Nicholas Sbaffoni, allora diciannovenne. Un dramma che sconvolse il quartiere e l’intera città, che vissero giornate, settimane e mesi di angoscia e speranza fino all’epilogo positivo della vicenda. C’era anche Nicholas, l’altra sera, tranquillo e sereno. Un miracolo compiuto dall’opera magistrale dei sanitari del Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, dalla vicinanza di tutti e da quel pizzico di mistero che accompagna sempre eventi di questo tipo. Una serata per pregare, ricordare e riflettere su che cosa? Don Emilio non parla di miracolo, ma ci va vicino e pone il dubbio. «Ci sono tante tragedie che segnano la vita degli uomini e molti purtroppo non la raccontano – dice –. Nicholas invece è qui con noi. C’è da chiedersi il perché…». E forse se lo chiedono in tanti. Il caso? L’angelo custode? O la mano di Dio?

Nicholas, come sono stati questi cinque anni?

«Sono stati veloci. Molto veloci. Ho maturato rapporti intensi e forti con la gente; l’ho sempre sentita vicino e mi ha aiutato molto. Ho passato momenti difficili che però ho superato grazie al conforto della famiglia, gli amici, tutti».

Quel pomeriggio andava a casa di un’amica per studiare: i libri, poi, li ha buttati?

«No, li ho ripresi. Molto tempo dopo ma li ho ripresi, mi sono diplomato all’Istituto Tecnico di Agraria, ma non lavoro nella materia per la quale ho studiato. Aiuto in parrocchia, mi occupo di un gruppo chiamato «Piccoli Sogni», e sto seguendo un corso di fumetti e altre forme artistiche».

Lei è in gran forma e si vede…

«Sì, sto bene, anche se periodicamente debbo sottopormi a delle analisi».

Che cosa ricorda di quel giorno?

«Assolutamente niente. I testimoni dicono che stavo in piedi e camminavo come se non fosse successo niente, ma è un particolare che io non ricordo. A Bologna i sanitari mi hanno tenuto in coma farmacologico e ho cominciato a realizzare qualcosa solo dopo una ventina di giorni».

A che tipo di intervento è stato sottoposto?

«Un solo intervento con reimpianto di sette organi». Al termine della serata, anche Nicholas ha preso la parola. Pochissime parole! «Grazie a tutti per l’aiuto che mi avete dato».

Giuliano Forani

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