Ventimila euro di premi a tre dirigenti amministrativi: nuova bufera sull’Asur

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Macerata, 14 novembre 2014 – In tempi di tagli feroci e ristrettezze sulla sanità, tre dirigenti amministrativi dell’Asur si sono attribuiti un extra premio, ripartendosi alcuni fondi avanzati degli anni passati: si parla di circa ventimila euro a testa finiti nella loro busta paga. Un bonus che ha suscitato malumori e proteste tra tutto il personale dell’azienda sanitaria, anche per le modalità con cui è stato riconosciuto.

Del caso si stanno occupando i sindaci Cgil e Uip, per i quali i responsabili del settore funzione pubblica, Matteo Pintucci e Maurizio Piccioni, il 17 ottobre hanno inviato una mail di posta certificata al direttore dell’Area vasta Pietro Gigliucci, contestando l’operazione sotto molteplici profili. Tutto ruota, come si legge nella lettera inviata al direttore, intorno ai residui dei fondi contrattuali degli anni pregressi: al complesso dei dirigenti viene riconosciuta ogni anno una somma come premio di produttività, somma che però di anno in anno non cambia anche se qualcuno, per esempio, va in pensione.

Nel tempo dunque si sono accumulati parecchi soldi da spartire, per questo per distribuirli di solito viene fatta una contrattazione sindacale alla luce delle direttive date dalla Regione. Nel gennaio 2013, i sindacati hanno firmato con l’Area vasta un’intesa sull’utilizzo di questi fondi per la dirigenza amministrativa, con l’impegno di fare lo stesso anche per la dirigenza sanitaria. Poi però la cosa è finita lì, e il mese dopo, senza indicare in base a quale criterio e senza discuterne con nessuno, il direttore dell’Area vasta ha autorizzato il pagamento delle quote salario per i residui pregressi solo in favore di tre persone, una delle quali è quella che ha curato la pratica. A luglio dell’anno scorso, Gigliucci ha dichiarato ai sindacati che non si potevano ripartire quei fondi, perché mancavano le linee guida regionali. A settembre, su sollecito delle organizzazioni sindacali, la risposta del direttore è stata che mancavano le «disposizioni autorizzatorie». E alla fine è venuto fuori che qualcuno quei fondi se li era già presi.

Lo scorso giugno i sindacati hanno espresso la volontà di «ridare al tavolo negoziale la legittimità per proseguire nelle relazioni»: lo hanno ricordato Cgil e Uil nella mail del 17 ottobre che ripercorre la vicenda, elenca determine e verbali, e indica gli articoli del codice civile e penale e dello Statuto dei lavoratori che potrebbero essere chiamati in ballo in merito a questi fatti.

I due sindacalisti ricordano di aver chiesto più volte di ridurre i fondi a disposizione della dirigenza amministrativa, «troppo elevati soprattutto in relazione al numero di dirigenti in servizio». Fondi che non si riducono, sebbene la Regione stia tagliando ovunque nel settore della sanità, lasciando queste oasi di privilegio difficilmente giutificabili. Inoltre Uil e Cgil nella mail definiscono «emblematico e inquietante» il fatto che si siano erogati compensi che, per legge, sarebbero subordinati a un contratto integrativo e al parere vincolante del collegio sindacale dell’Asur: una agevolazione di cui hanno beneficiato solo tre dirigenti amministrativi. Di fronte a questa situazione, concludono, non c’è spazio «per una negoziazione per sanare una evidente illegittimità». In pratica, o si restituiscono i soldi, o se ne dovrà rispondere.



 

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