Vertenza Best, posizioni ancora distanti

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IL BORGHIGIANO FABRIANO IL BLOG DELLE MARCHE – CERRETO D’ESI Rimangono distanti le posizioni fra azienda e sindacati in merito alla vertenza Best. Dopo due riunioni vicinissime e circa 10 ore di faccia a faccia, da ieri mattina la trattativa sembra essersi arenata. Assemblea dei lavoratori nel pomeriggio. Non si escludono nuove mobilitazioni. Nuovo round di trattative a partire da questa mattina alle 9,30 in Regione. Torna in bilico il futuro di 55 lavoratori della Best, azienda che produce cappe di proprietà della multinazionale americana Nortek. Da quando si è aperta la procedura di mobilità, le mobilitazioni non sono mancate. Così come l’interessamento della Regione Marche, tramite l’assessore al Lavoro, Loretta Bravi, che è riuscita a far sedere azienda e sindacati attorno ad un tavolo. Se al termine dell’incontro di lunedì, si era aperto un piccolo spiraglio. Il nuovo summit di ieri mattina ha fatto, invece, registrare uno stallo importante. «Dall’azienda – dichiarano il segretario regionale della Fim, Andrea Cocco, della Uilm Vincenzo Gientilucci e della Fiom Fabrizio Bassotti – si continua a ripetere che serve una forte riduzione dei costi. E per attuarla, si mantengono gli esuberi». Magari non più 55, ma comunque presenti. «Da parte nostra, invece, continuiamo ad affermare che gli obiettivi del piano industriale di contenimento dei costi possono essere raggiunti anche attraverso gli ammortizzatori sociali. Senza, cioè, un nuovo salasso all’occupazione». Due tesi che, al momento, non sembrano conciliabili e che hanno determinato l’interruzione degli incontri a Palazzo Raffaello, sotto la regia dell’assessore Bravi. Ieri pomeriggio, i rappresentanti sindacali hanno nuovamente riunito in assemblea i lavoratori del sito produttivo di Cerreto D’Esi della Best. «Dai lavoratori ci è stato dato mandato per cercare di continuare la trattativa non rinunciando alla richiesta di ritiro immediato della procedura di mobilità. Da parte nostra, siamo sempre disponibili al dialogo». Disponibilità al dialogo che sembra esserci anche da parte della multinazionale americana, come affermato dall’Ad, Roberto Leo. «Certo, se non dovessimo rivederci in tempi brevi – concludono i sindacalisti – non sono da escludere nuove forme di protesta ed agitazione». Notizie riferita da Claudio Curti sulle pagine del Messaggero

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