Vescovo Trasarti: «Si draghi il porto, o lo farò io con la ruspa»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Fano, 2 agosto 2015 – «Riapriamo il porto o vengo io con la ruspa». E conoscendolo non ci sarebbe da stupirsi se lo facesse davvero.

Il cuore dell’omelia del vescovo Armando Trasarti in occasione della Festa del Mare che si è celebrata a Fano, non poteva che coincidere con il cuore del problema della marineria fanese: il dragaggio del porto. Ma a quel punto (che ha strappato un mare di applausi tra i presenti, facendolo imbarazzare come sempre), Trasarti ci è arrivato dopo aver toccato altre questioni importanti e nuove.

«Dobbiamo chiederci: “Io che fame ho nella vita?”. Non confondete mai il bene comune con il benessere. Rivoltatevi alle iniquità. Chi ha ruoli pubblici si faccia riconoscere: siate gente a favore della città anche quando alzate la paletta. Siamo chiamati ad educare e non ad ingannare la gente. Ci vuole il coraggio di dire la verità. Quando la vita si fa dura è comprensibile la mormorazione, ma ribellatevi: mettiamoci sui binari della stazione se serve a bloccare i treni. Dobbiamo amare la nostra città con gratuità, solidarietà e sussidiarietà. Per far rinascere Fano bisogna fare della provincia un territorio. Perché la Provincia non è un luogo privato, non è un recinto, non è una questione di campanili… altrimenti serpentine gelosie ci fanno sprecare tempo e denaro. Riapriamo il porto o vengo io con la ruspa. Portiamo i fanghi in mare come a Rimini, facciamo presto. Perché dove c’è lavoro c’è meno furto e delinquenza. Vi auguro un gran bene, dal mare ai monti».

Dopo la celebrazione eucaristica, sotto il tendone installato davanti al monumento dei Caduti del Mare a prendere la parola è stato il sindaco Seri. «E’ una ferita aperta quella della sicurezza del porto. Da quando mi sono insediato abbiamo lavorato per realizzare un vero dragaggio e domani, lunedì 3, nella conferenza dei servizi di Ancona definiremo le cose per dare una risposta vera con il primo dragaggio vero».

Poi sono state ricordate le figure dei “Lupi di Mare”: (quelli della classe 1933 sono: Nello Arcangeloni, Luigi Carboni, Sauro Ciavaglia e Aurelio Pedini), è stata fatta la commemorazione del sommergibilista fanese Giovanni Franchini nel centenario della scomparsa e l’uscita in barca per deporre al largo la Corona di Alloro a ricordo dei Caduti del Mare ricordati anche con l’omaggio floreale lasciato ai piedi della statua de “La Tempesta” nel 51° anniversario del tragico fortunale dell’8 giugno 1964.

LEGGI LE NEWS DE IL RESTO DEL CARLINO

Le quadrelle 

Precedente C'è confusione sotto il sole Successivo Porta Solestà vince la Quintana