Via Almirante, insulti sul web e denuce. Donna Assunta: «Sono dei farisei»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Tolentino (Macerata), 10 giugno 2015 – Su via Almirante è scoppiata la guerra ideologica. Francesco Colosi, il capogruppo di Fratelli d’Italia che ha lanciato la proposta, ha deciso di sporgere denuncia contro un tolentinate che l’ha insultato sul web. Parolacce, inviti alle dimissioni e frasi del tipo «mi deve sognare la notte e svegliarsi in preda agli incubi, madido di sudore», hanno spinto il consigliere a intraprendere le vie legali. Anpi, Pd, e Ambra Ruggeri di Altre Marche-Sinistra Unita insorgono definendola «un’offesa ai martiri di Montalto o «un’idea che puzza di fascismo». Roberto Muscolini, segretario di Rifondazione comunista, la ritiene «una provocazione per qualche attimo di notorietà e un’utile arma di distrazione di massa, per evitare di rendere conto ai cittadini delle scelte adottate dalla giunta». Chiede all’amministrazione delucidazioni sulla politica degli investimenti Assm, sulla vicenda dell’asilo Green, sul fiscal compact e sull’ospedale. «Ecco – spiega – di questo ci piacerebbe sentir parlare, non di sciocchezze che rischiano di riaprire ferite ancora vive». La bagarre politica fa dispiacere la figlia del leader del Msi, Giuliana Dei Medici. Tocca meno donna Assunta, l’inseparabile moglie di Almirante, certa che il suo «angelo può passeggiare quanto vuole perché gli hanno dedicato già 300 strade e piazze». Dei Medici è venuta in visita a Tolentino lo scorso anno, quando Fratelli d’Italia l’aveva invitata a un incontro per rendere omaggio al padre. Donna Assunta (al secolo Raffaella Stramandinoli) invece dice di esserci stata più volte, anche con il suo Giorgio. «Lui prima di tutto era un italiano – dice – e amava gli italiani di ogni colore, accoglieva con rispetto i suoi avversari politici. Era un signore, come non esistono più, non ha mai rubato, anzi ha lasciato al partito un patrimonio di 100 miliardi di immobili. Le guerre non dovrebbero esserci mai, ma quando si è chiamati alle armi non c’è distinzione fra una parte e l’altra: i morti sono tutti uguali e vanno rispettati, sempre. Non mi importa se qualche fariseo gli addossa colpe per nascondere le proprie: noi siamo fieri e onorati di averlo avuto accanto e solo noi sappiamo chi era realmente». «Sono delusa dagli atteggiamenti rancorosi, non obiettivi, dall’odio, dall’alzare le barricate dopo che sono passati tanti anni – conclude la figlia -. Se dedicassero la via a mio padre sarei molto contenta, perché ogni volta è come se si ricordassero di lui. L’anno scorso lo stesso Napolitano, da presidente, ha regalato buone parole per lui, definendolo una brava persona. Mio padre è stato il primo a parlare di pacificazione nazionale in Parlamento e si recò ai funerali di Berlinguer senza scorta, in fila tra gli attivisti comunisti. Pur rimanendo ciascuno fermi nelle proprie idee, e senza dimenticare, cerchiamo di mantenere toni sereni, superando l’astio».



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