Via Merloni tra topi, erbacce e rifiuti

IL BORGHIGIANO 2013

La protesta dei residenti: «Le istituzioni ci hanno abbandonato»

degrado Fabriano

Rosa Bianchi

— FABRIANO —
VIA ARISTIDE MERLONI come una giungla tra erba alta, vincoli paesaggistici non rispettati, discariche abusive fin quasi sulla sponda del vicino fiume Giano e strada di accesso che i residenti hanno dovuto provvedere ad asfaltarsi da soli. Sono proprio gli abitanti della zona prossima allo svincolo per Nebbiano e a poche centinaia di metri di distanza dalla stazione ferroviaria ad alzare la voce durante il sopralluogo del Carlino al termine del quale di problematiche ne sono emerse diverse.

«Ormai — si lamenta Rosa Bianchi, a nome delle famiglie residenti nell’abitato in leggera collina — sono quattro anni che andiamo avanti a colpi di esposti pervenuti anche all’Asur e al Comune ma di azioni concrete in nostro favore ne abbiamo viste ben poche. Ci sentiamo abbandonati, nonostante a più riprese sono stati invitati gli amministratori pubblici a venire qui e vedere con i loro occhi la quotidianità ambientale con cui dobbiamo confrontarci». Alcuni di loro si sono rivolti anche al consigliere comunale di ‘Forza Italia’ Silvano D’Innocenzo che a breve potrebbe istituzionalizzare il dibattito, ma intanto le lamentele continuano a susseguirsi nella zona qualche mese fa finita alla ribalta dei media per il caso dell’abitazione temporaneamente sequestrata in cui avrebbero esercitato diverse prostitute.
«OGGI – si lamentano i residenti – siamo in condizioni ai limiti della decenza. Tra aree pubbliche e private continuano a spuntare depositi, se non vere e proprie discariche, di sostanze maleodoranti e forse anche nocive che nessuno si degna di far sgomberare. Per non parlare dell’erba sempre più alta a mo’ di savana, dove continuano a scorrazzare topi e altri animali simili. E dire che siamo a pochissime decine di metri dal fiume Giano, ovvero in una zona soggetta ai vincoli paesaggistici della legge Galasso. E’ questo il tanto decantato ‘parco del Giano’ che si conta di istituire? Davvero si può abbandonare in una maniera così evidente una zona oggi lasciata di fatto marcire senza alcun intervento delle istituzioni? Di fronte a questo senso di incuria, lassismo e degrado, alcuni di noi si sono attivati per asfaltare a proprie spese l’ultima parte della via d’accesso all’abitato, ma ora che sta per arrivare l’inverno temiamo che l’ampio tratto di strada sterrato possa creare forti disagi per entrare e uscire dalla zona urbanizzata».
Alessandro Di Marco -IL RESTO DEL CARLINO-

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