Video e foto hard, filmata anche un’altra minorenne

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 7 dicembre 2015 – Almeno una decina di foto a luci rosse, dove si vedono minorenni nude e in pose sexy. Più un secondo video con un’altra ragazzina che ha un rapporto sessuale con due coetanei.

Fa impressione il materiale informatico sequestrato dai carabinieri ai sette ragazzi, tra i 16 e i 17 anni (due nel frattempo sono diventati maggiorenni) indagati a vario titolo con l’accusa di detenzione e diffusione di materiale pedo-pornografico e pornografia minorile, per aver spedito attraverso whatsapp un video dove appare una 16enne mentre ha un rapporto orale con un ragazzo di un anno più grande.

Immagini forti, esplicite, corredate da chat dal contenuto inequivocabile, il cui testo è stato recuperato in smartphone, tablet e computer dei ragazzi finiti nei guai. Tra le pieghe dell’indagine emerge anche il modus operandi del branco, con un gruppetto di giovani descritti dai testimoni, come i bulli di paese. Capaci di andare in giro insultando e prendendo di mira, a loro piacimento, coetanei o ragazzini più piccoli. Ed è proprio da una loro bravata che ha preso origine quest’inchiesta dai contenuti impressionanti e che potrebbe avere risvolti penali pesantissimi per gli indagati.

Il filmato in cui si vede la vittima praticare un rapporto orale, è stato girato la notte di San Silvestro di un anno fa. La stessa ragazzina, un mese dopo, assieme a un amico e a un’amica, venne avvicinata da cinque appartenenti al branco. Prima le offese, poi l’umiliazione con un ragazzo che spegne una sigaretta sulla minicar di lei e un altro che orina sulla carrozzeria.

La ragazza aveva chiamato in soccorso il padre e il fratello, arrivati dopo aver chiamato i vigili urbani. E uno dei cinque bulli, con strafottenza, se n’era uscito dicendo «ma pensa a quello che hai fatto tu a Capodanno».

E’ da quella frase che è partito tutto: la voglia di andare a fondo del fratello e del padre della vittima, il video che spunta dopo che ha fatto il giro di chissà quanti cellulari di ragazzini incoscienti e la denuncia che ha messo seriamente dei guai i sette. Denuncia che due degli indagati, a dimostrazione della loro sfrontatezza, hanno cercato di impedire telefonando al padre di lei. «E’ inutile – avrebbero detto – tanto abbiamo testimoni pronti a sostenere il contrario».

Ma il genitore era tutt’altro che disposto a farsi intimidire da due ragazzini. Quando gli investigatori hanno chiuso il cerchio hanno delineato uno scenario inquietante. Da cui traspare, purtroppo, a contorno di ipotesi di reato gravissime, l’incoscienza di molti adolescenti di oggi. Le foto e i video trovati nei cellulari dei sette indagati – è la conclusione dei carabinieri – è altamente probabile che siano finiti in chissà quanti cellulari.

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