«Villa Lauri, una ferita che sanguina. Comune pronto a fare la sua parte»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Macerata, 5 novembre 2014 – «Villa Lauri è una ferita che sanguina. Se c’è un progetto ampio, il Comune sarà pronto a fare la propria parte». Così Romano Carancini dopo il servizio del Carlino sull’ex sanatorio. Il complesso versa in condizioni pietose, tra edifici diroccati e un parco abbandonato a se stesso. «Io – premette il sindaco di Macerata – ho abitato per anni di fronte a Villa Lauri e conosco bene la situazione. Tanta gente non si rende conto di che tesoro abbiamo dentro la città: è un’area straordinaria, una delle poche zone verdi all’interno del centro urbano. Ha un valore assoluto, è una sorta di Abbadia di Fiastra all’interno della città».

Il rettore Luigi Lacchè ha svelato ieri un progetto per il rilancio di Villa Lauri, che dovrà coinvolgere anche i cinesi, attraverso l’Istituto Confucio. Secondo una prima stima, il recupero del complesso richiede almeno otto milioni di euro. Un investimento fuori dalla portata dell’ateneo, ma anche del Comune. «Mi rendo conto che la soluzione di quel problema – dice Carancini – passa necessariamente da un recupero di cui in linea di principio dovrebbe farsi capofila l’Università. L’entità dell’investimento è ingente ed è inverosimile pensare che possa sostenerlo solo l’ateneo o solo il Comune e l’ateneo assieme. Mi riferisco non solo al recupero, ma anche alla gestione del complesso, che è molto impegnativa». Carancini si dice però pronto a fare la sua parte. «Se l’ateneo ha qualche idea rispetto al recupero dell’area, io penso che si possa pensare a una partecipazione del Comune. Sarebbe un’area naturalistica a servizio della città e non solo. Il recupero di Villa Lauri è uno dei temi su cui ragionare in vista del prossimo impegno amministrativo».

L’opzione cinese sembra oggi la più percorribile. «Potrebbe essere un’opportunità – dice Carancini –. Certo è che bisognerà inventarsi qualche soluzione, magari anche nell’ambito di progetti europei. Siamo pronti a metterci seduti con l’Università con la quale peraltro lavoriamo insieme da anni». Un tentativo è stato fatto un paio di anni fa. «Presentammo un progetto con l’Università, ma poi la Banca europea degli investimenti bloccò tutto e non se ne fece niente». È preoccupato per le condizioni di Villa Lauri anche Antonio Pettinari che nel 2001, dall’opposizione, contestò la vendita dalla Provincia all’Università (per 5,8 miliardi di lire). «Dispiace – dice il presidente della Provincia – che un bene di valore così alto sotto tutti i profili (a partire da quelli ambientale e storico) sia finito nel degrado».

 



 

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