Violenza di gruppo su una 15enne, condannato a nove anni e sei mesi

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Fermo, 17 settembre 2015 - Il pm Nadia Caruso aveva chiesto nove anni di reclusione, ma i giudici del Collegio penale ci sono andati con la mano ancora più pesante, condannandolo a nove anni e sei mesi, più ventimila euro di risarcimento provvisionale. Si è concluso ieri mattina il processo a Gabriele Guidotti, il 24enne di Grottammare accusato di una serie di violenze di gruppo su una ragazza all’epoca dei fatti 15enne. L’imputato, difeso dall’avvocato Massimo Ricci, era stato chiamato a rispondere di violenza sessuale su minore ed era stato considerato dall’accusa l’ideatore e il fautore di tutti gli episodi commessi insieme a Maxim Sokolov, polacco di 25 anni residente a San Benedetto del Tronto, e altri tre minorenni. Il primo si trova sotto processo ad Ascoli Piceno, gli altri sono finiti davanti al tribunale dei Minori di Ancona.

Soddisfatto all’uscita dall’aula il legale della vittima, l’avvocato Massimo Di Bonaventura. «Il Collegio – ha detto – ha riconosciuto non solo la colpevolezza dell’imputato, ma anche la gravità dei fatti, aumentando la pena rispetto alla richiesta della pubblica accusa». Il difensore dell’imputato, l’avvocato Ricci, ha invece annunciato il ricorso in Appello. I fatti si risalgono al dicembre 2008 e al gennaio 2009. Tutto inizia quando Guidotti, il cui fratello era il fidanzatino della 15enne fermana, telefona alla ragazzina con un pretesto e chiede di incontrarla. Lei inizialmente rifiuta, ma l’insistenza e le argomentazioni piuttosto minacciose del giovane alla fine la fanno cedere. Lui passa prenderla in macchina, la fa salire e poi la conduce nella casa della nonna, che si trova in un posto isolato e lontano da occhi indiscreti. E’ qui che la violenta in tutti i modi.

Una volta fatti i suoi comodi, la fa rivestire, la riporta a casa, e le dice di non dire nulla, altrimenti avrebbe raccontato a tutti i particolari della vicenda, sostenendo che era stata lei a volere quei rapporti. La ragazzina ha paura e non parla. Così passano alcuni giorni e Guidotti si ripresenta, questa volta è con un amico. Insieme portano nuovamente la 15enne nella casa della nonna e lo stupro, avviene con le stesse modalità, ma è duplice. Non finisce qui l’escalation, perché il giovane, facendo sempre leva sulla paura della ragazzina, la costringe nuovamente ad uscire con lui e la conduce in un bar di San Benedetto del Tronto, quel giorno chiuso per turno, di proprietà del giovane polacco finito sotto processo davanti al tribunale di Ascoli Piceno per competenza territoriale. Ad attenderla questa volta sono in quattro e le violenze subìte sono quelle più atroci e in ogni parte del corpo.

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