Violenza di gruppo su una minorenne: in quattro non rispondono

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Fermo, 26 marzo 2015 – Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i quattro giovani coimputati nel processo a G.G., il 24enne di Grottammare accusato di una serie di violenze di gruppo su una 15enne.

Ieri, davanti al Collegio penale del tribunale, sono comparsi, in qualità di testimoni, M.S., polacco di 25 anni residente a San Benedetto del Tronto, e tre minorenni. Il primo si trova sotto processo ad Ascoli, gli altri davanti al tribunale dei minori di Ancona. Pertanto, essendo accusati degli stessi fatti, hanno deciso di non rispondere alle domande dei giudici. Il processo è stato, quindi, aggiornato ad aprile quando ci saranno le requisitorie e la sentenza.

G.G., difeso dall’avvocato Massimo Ricci, è stato chiamato a rispondere di violenza sessuale su minore ed è considerato dall’accusa l’ideatore e il fautore di tutti gli episodi. La vittima, una fermana all’epoca dei fatti 15enne, si è costituita parte civile tramite il suo legale, Massimo Di Bonaventura. Gli altri autori del presunto stupro di gruppo, come detto, si trovano sotto processo nei tribunali competenti.

I fatti, secondo l’accusa, si risalgono al dicembre 2008 e al gennaio 2009. Tutto inizia quando G.G, all’epoca appena maggiorenne, il cui fratello era il fidanzatino della 15enne fermana, telefona alla ragazzina con un pretesto e chiede di incontrarla. Lei inizialmente rifiuta, ma l’insistenza e le argomentazioni piuttosto minacciose del giovane alla fine la fanno cedere. Lui passa prenderla in macchina, la fa salire e poi la conduce nella casa della nonna, che si trova in un posto isolato. E’ qui che la violenta, la fa rivestire, la riporta a casa, e le dice di non dire nulla, altrimenti avrebbe raccontato a tutti i particolari della vicenda, sostenendo che era stata lei a volere quei rapporti. La ragazzina ha paura e non parla. Così passano alcuni giorni e G.G. si ripresenta, questa volta è con un amico. Insieme portano nuovamente la 15enne nella casa della nonna e lo stupro è duplice. Non finisce qui perché il giovane, facendo sempre leva sulla paura della ragazzina, la costringe nuovamente ad uscire con lui e la conduce in un bar di San Benedetto del Tronto, quel giorno chiuso per turno, di proprietà del giovane polacco. Ad attenderla questa volta sono in quattro e le violenze subìte sono quelle più atroci.

Fabio Castori



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