«Vogliamo pensare che sei partito per il viaggio che sognavi di fare»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Cessapalombo (Macerata), 7 gennaio 2015 – Un ultimo saluto speciale, come lui. In centinaia oggi alle 14, in una chiesa di Sant’Andrea gremita, hanno partecipato al funerale di Giampietro Annavini, il fornaio 60enne ucciso per sbaglio domenica sera da un colpo di fucile sparato dal cacciatore che tentava di salvare lui e i suoi cani da in cinghiale. «Vogliamo pensare che sei partito per uno dei tanti viaggi che sognavi di fare – ha detto la figlia Nadia tra le lacrime, alla fine della messa celebrata da don Lorenzo Di Biagi – come quando eri fissato con la Nuova Zelanda e adesso di missioni in Africa». Ha letto una lettera rivolgendosi a lui, ringraziandolo per aver imparato alla famiglia e ai suoi amici a «sognare, a non prendersi troppo sul serio, a sdrammatizzare, a pensare positivo e a rialzarsi sempre davanti alle difficoltà della vita, più forti di prima». «Ci lasci in eredità – ha concluso – la tua magica follia». Quella follia che Giampietro regalava a tutti, prima della sua «offerta di generosità prima di morire», come ha ricordato don Lorenzo, volgendo un pensiero affettuoso anche al cacciatore Ennio Fabbroni (i cui familiari erano presenti alla cerimonia funebre). Quella follia che aveva spinto Giampietro a chiedere per il suo funerale sorrisi e non pianti, come fosse una festa. E così è stato, perché i suoi amici e parenti, dopo il corteo al cimitero capitanato dai figli Nadia e Riccardo, dalla moglie Caterina e da mamma Domenica, si sono ritrovati in paese intorno ad una tavola imbandita, alla tavola dell’Inter, una delle sue tante passioni, e a un fuoco acceso, come il ricordo di Giampietro.



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