Voleva partorire due gemelli: respinta

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Osimo (Ancona), 6 settembre 2015 - All’ospedale di Osimo non si danno garanzie per il parto gemellare. Uno dei reparti del «Ss. Benvenuto e Rocco», la maternità, considerato un’eccellenza gestita com’è dai migliori medici del comprensorio, presenta grossi deficit a livello organizzativo e strutturale.

Colpa di una struttura obsoleta che tarpa le ali agli stessi dottori che vi esercitano da anni. A raccontarlo l’altro ieri al presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli e al sindaco Simone Pugnaloni sono stati gli stessi medici. A qualche ora di distanza è emerso anche un altro episodio sintomatico delle condizioni in cui il personale medico si trova a lavorare e i pazienti a dover prendere atto di quello che accade. Riguarda una giovane coppia, lei incinta di due gemelli.

«Una donna che voleva partorire a Osimo, oggi felice mamma, si è recentemente vista respingere perché la struttura ospedaliera osimana non dà garanzie a un parto gemellare. In caso di problemi infatti sarebbero stati costretti a trasferire d’urgenza mamma e neonati al Salesi, con tutte le difficoltà e i disagi che ne sarebbero conseguiti – ha raccontato il consigliere del Gruppo misto Maria Grazia Mariani -. Manca poi il pronto soccorso ginecologico». A supporto il dottor Angelo Curatola: «A Ostetricia non è affatto tutto rose e fiori. Anzi, così non si può continuare. Mancano servizi importanti come la guardia notturna, il centro trasfusionale e non c’è la Rianimazione».

Potenziare la maternità dunque, sarebbe impensabile convogliare tutto il peso della Valmusone sulle spalle del Salesi. Un intervento urgente da fare indipendentemente, e anzi a maggior ragione visto che ormai ha assunto più l’aspetto di una chimera, dalla costruzione dell’ospedale di rete dell’Aspio di Camerano. «Basta con passerelle, servono interventi urgenti», incalza intanto il club Forza Italia Osimo mentre le Liste civiche puntualizzano: «I soldi per l’ampliamento del pronto soccorso che Ceriscioli dice di aver trovato nel cassetto erano quelli accantonati dall’ex consigliere regionale Dino Latini». Per ottimizzare la carenza di personale medico, altro problema, esiste il protocollo con l’Inrca che prevede una sorta di tandem di primari. «L’appello-denuncia dei dottori a Ceriscioli certifica che nulla è stato fatto fino a oggi per salvare l’ospedale e per la sua sicurezza – replica il Pd dalla maggioranza -. Dov’era Latini che sedeva in Consiglio regionale?».

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