Volevano giustiziarlo a sprangate, tre indagati per tentato omicidio

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Fermo, 7 dicembre 2015-  Ci sono già tre sospettati per il sequestro e il tentato omicidio di P.B., il 39enne di Montegiorgio, dipendente di una ditta di gomme di Campiglione.

L’uomo avrebbe riconosciuto alcuni dei suoi aggressori dalle foto segnaletiche mostrategli dalla polizia nel suo letto di ospedale. I tre, quindi, sono ora indagati, anche se la vittima ha dichiarato che le persone presenti al pestaggio erano quattro, tutti italiani.

Gli investigatori del Commissariato di Fermo indagano a ritmi serrati, ma tengono ancora tutto nel massimo riserbo. L’unica cosa certa è che ci sarebbe già una pista precisa che stanno battendo insistentemente.

P.B. intanto non correrebbe più pericolo di vita, visto che i medici hanno formulato una prognosi di 60 giorni, salvo complicazioni. Il 39enne è stato trasferito nel reparto di Ortopedia a causa delle fratture multiple riportate durante la barbara aggressione a colpi di spranga.

Gli inquirenti, intanto, sono sempre più convinti che si tratti di una vera e propria esecuzione, che probabilmente doveva finire con la morte del 39enne.

Tutto era iniziato venerdì sera, quando due individui si erano recano a casa di P.B. con il pretesto di avere dei chiarimenti riguardo una conoscenza in comune. Il 39enne era stato invitato ad uscire e a salire in auto per parlare più tranquillamente. Una volta nell’abitacolo della vettura, però, il conducente aveva avviato il motore ed era partito. P.B. aveva provato a chiedere spiegazioni ma, di tutta risposta, gli avevano tolto il cellulare.

Il 39enne era stato portato nelle campagne di Fermo, dove ad attenderlo c’erano altre due persone: il presunto mandante ed un altro scagnozzo. P.B. era stato accusato di qualcosa di cui non sapeva nulla, ma i suoi aguzzini avevano insistito: avevano guardato i numeri chiamati dal suo cellulare e lo avevano invitato a confessare.

Erano allora iniziate le torture e le violenze che erano durate per circa due ore. Un’escalation che era culminata con decine di sprangate, con le quali prima gli erano state spezzate le braccia, poi le gambe ed infine altri colpi che gli avevano fatto perdere i sensi.

I tre, forse credendo di aver ucciso P.B., avevano gettato il suo telefonino vicino al corpo e se ne erano andati. L’uomo però, ancora vivo, era riuscito ad afferrare il suo cellulare e a chiedere aiuto al 118.

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