Vuoti di memoria

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 12 luglio 2015 – ‘Si parla sempre di Morriale, ma all’epoca sopra a Morriale c’era un presidente. Non viene mai citato, ma se non erro un presidente deve controllare ciò che succede nella propria azienda. Come sono sfuggiti tutti questi fatti ? I vertici vengono designati dalla Regione. Nessuno controllava? Morriale avrà sicuramente le sue responsabilità, ma non è il solo all’interno della compagine sociale. Lettera firmata’

Tra parentesi nome e cognome, giusto per dimostrare di non essere un quaquaraqua. La mail è arrivata ieri in redazione. E’ esattamente quello che tra colleghi pensavamo: ma quando Morriale faceva, brigava, poneva in essere il suo disegno (sempre che l’accusa che gli viene mossa venga puntualmente dimostrata), nessuno si era mai accorto di niente in Aerdorica? Marco Morriale non era uno qualunque. Veniva da esperienze importanti, sempre nel settore aeroportuale. Eppure, stando alle indagini della finanza, si muoveva come un elefante in cristalleria. E nessuno osava fiatare. Specie in Regione, ente che aveva il dovere di controllare anche il volo di una mosca al Sanzio. Ad aprile del 2013, l’allora governatore delle Marche, Gian Mario Spacca, a proposito della garanzia ministeriale per la concessione all’aeroporto per i prossimi 35 anni dichiarava che si trattava «di un fatto straordinario per Aerdorica che può così programmare il proprio sviluppo con certezza. Ora l’aeroporto delle Marche potrà ulteriormente consolidarsi e partecipare da protagonista alla crescita dell’economia regionale. Un plauso al direttore Marco Morriale».

Quando le parole sono macigni. Non era il solo a magnificare le doti dell’allora direttore generale. Eppure c’era chi ogni tanto fischiava nell’orecchio qualcosina: «Controllate, indagate…» La guardia di finanza e la magistratura l’hanno fatto. Tirando su un mare di polvere: le ciaspolate sulla neve, le vacanze premio, le auto di lusso e le multe non pagate. E adesso 18 milioni di euro di beni sequestrati. Diciotto milioni, roba da farlo chiudere l’aeroporto. Una sfacciataggine mai vista prima. Ovviamente, ora nessuno ricorda.

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