Whirlpool, giorno decisivo. Si tratta col ministro Guidi

Energia:ministri euro-med a Roma per rafforzare cooperazione

Fabriano – IL MINISTRO Federica Guidi torna a scendere in campo sulla vertenza Whirlpool-Indesit tanto che sarà lei oggi alle 13 a Roma a coordinare il nuovo confronto tra azienda e sindacati. E’ dunque il giorno del tavolo istituzionale al Ministero dove stavolta saranno presenti tutte le parti sociali, in quanto Csil, Uil e Ugl hanno deciso di aderire soltanto ai confronti sotto la regìa del Governo, al contrario della Cgil che era l’unica organizzazione sindacale presente all’ultimo summit di Firenze con il management dalla proprietà americana.
Le parti sociali chiedono con forza che vengano cancellare le annunciate chiusure dei tre siti, None in Piemonte, Carinaro in Campania e lo stabilimento fabrianese di Albacina, i cui 600 operai confluiranno nella vicina Melano.
Ma su Fabriano sono forti anche i timori per il demansionamento degli uffici direzionali Indesit spolpati delle principali competenze, in quanto i top manager saranno tutti dirottati nella sede di Varesea marchio Whirlpool.
In questo senso la proprietà americana a breve potrebbe annunciare l’entità sia dell’incentivo per il trasferimento da una sede all’altra, sia delle buonuscite che si prevedono particolarmente robuste per favorire le dimissioni volontarie.
Venerdì, invece, comunque vada il vertice odierno, si tornerà a manifestare in strada, stavolta a Varese nella sede centrale di Whirlpool Italia, dove confluiranno i lavoratori del gruppo e anche da Fabriano si annuncia un’adesione piuttosto consistente che salirà sui pullman destinazione Lombardia.
INTANTO in questo mese di giugno le chiusure delle fabbriche per cassa integrazione raggiunge livelli record in città con lo stabilimento di Albacina che resta fermo un giorno su due, poco meno il sito gemello di Melano. Nel dettaglio saranno undici le giornate di stop ad Albacina e otto a Melano sui 21 giorni lavorativi complessivi. Cifre che danno l’idea di un calo dei consumi e probabilmente anche delle vendite in questa fase notoriamente di medio-bassa stagionalità per il settore dell’elettrodomestico, ma che al tempo stesso aumentano la preoccupazione tra i dipendenti.
Nel recente passato, infatti, non si era mai arrivati a questi picchi di utilizzo della cassa, peraltro in una fase storica particolarmente complessa sul fronte della discussione tra azienda e sindacati.

FONTE IL RESTO DEL CARLINO -Alessandro Di Marco-

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