Whirlpool, il Governo e Spacca all’attacco: “Piano inaccettabile”

INDESIT: LAVORATORI MANIFESTANO SOTTO SEDE AZIENDA FABRIANO

IL BORGHIGIANO – Fabriano – Il Governo ha «espresso forte contrarietà per gli aspetti legati agli impatti occupazionali inerenti diversi siti produttivi» presenti nel piano presentato dai vertici di Whirlpool per l’integrazione con Indesit.

I vertici di Whirlpool, spiega la nota, hanno presentato questa mattina al Ministero dello Sviluppo Economico il piano industriale che porterà alla completa integrazione con Indesit in Italia.

All’incontro, presieduto dal Ministro Federica Guidi, hanno partecipato il Sottosegretario al Ministero del Lavoro Teresa Bellanova e i sindacati. Il piano prevede, tra le altre cose, un investimento di 500 milioni di euro in quattro anni finalizzati alla Ricerca e Sviluppo, al rinnovamento delle piattaforme di prodotto e al miglioramento dei processi produttivi. Il progetto prevede anche un incremento dei volumi produttivi e il rientro in Italia di produzioni oggi presenti in stabilimenti esteri, ma, sottolinea il Mise, «riporta anche indicazioni circa il numero complessivo degli esuberi nelle attività produttive e di R&S, particolarmente significativi per il sito di Caserta».

«Il Governo – si legge nel comunicato – ha preso atto degli aspetti positivi e certamente importanti sul fronte degli investimenti e dell’incremento dei volumi, ma ha al contempo espresso forte contrarietà per gli aspetti legati agli impatti occupazionali inerenti diversi siti produttivi, alcuni dei quali in aree del Paese già colpite da fenomeni di deindustrializzazione».

Per questo motivo «il governo ha chiaramente ribadito di considerare questo primo incontro come l’inizio di un confronto che si svilupperà nelle prossime settimane», confermando «l’impegno a ricercare con le parti ogni possibile soluzione che consenta di rimuovere gli aspetti negativi del piano a cominciare dalle pesanti ripercussioni sul fronte occupazionale». «Se le indiscrezioni venissero confermate ufficialmente, il giudizio sarebbe netto: il piano Whirlpool va cambiato e debbono essere rispettati gli impegni dell’accordo del 2013. La chiusura dello stabilimento di Albacina non è accettabile». Così il presidente delle Marche Gian Mario Spacca dopo l’incontro al Mise. «Il piano va approfondito – ha aggiunto Spacca – ma la chiusura ipotizzata del sito di Albacina, stabilimento storico del territorio, è una scelta sorprendente. Non viene compensata nemmeno da un rilancio focalizzato delle attività di ricerca e sviluppo». «Da tempo – ricorda il governatore – abbiamo chiesto a Whirlpool il rispetto degli impegni occupazionali e produttivi sottoscritti nell’Accordo del 3 dicembre 2013, a difesa dell’occupazione, del rilancio degli investimenti e della centralità delle Marche nella strategia aziendale del Gruppo. La finalità della Regione è di favorire un piano industriale ‘virtuosò per l’integrazione tra Whirlpool e Indesit, le cui condizioni sono il rispetto dell’accordo 2013, la tutela dell’occupazione, delle prospettive produttive della prima azienda industriale delle Marche, del suo vastissimo indotto di Pmi sul territorio». Non è affatto piaciuta al governatore delle Marche Gian Mario Spacca l’esclusione delle Regioni dall’incontro al Mise sul piano Whirlpool-Indesit. «È singolare – dice – che su una vicenda di tale rilevanza il Governo nazionale abbia escluso la partecipazione delle Regioni». «Questa è l’operazione fantastica di cui parlava Renzi?». Fabrizio Bassotti, della Fiom Cgil di Fabriano, cita le parole del premier sull’acquisizione di Indesit da parte della multinazionale Usa Whirlpool e boccia il piano da 1.350 esuberi presentato oggi dalla multinazionale al Mise. «Whirlpool – osserva – cannibalizza la Indesit dichiarando la chiusura di tre siti e 1.350 esuberi. Straccia l’accordo Indesit, rimettendo gli assetti produttivi in discussione e chiudendo 3 siti italiani: Caserta Albacina e None». «Per quanto riguarda i lavoratori della Indesit di Albacina – aggiunge Bassotti – l’azienda ha dichiarato di volerli accorpare nello stabilimento di Melano, che dovrebbe diventare grazie a un grosso investimento l’unico produttore di piani cottura per tutto il nuovo gruppo. L’eventuale chiusura dello stabilimento di Albacina, con quello che consegue per il relativo indotto, potrebbe essere il colpo finale a un territorio già messo in ginocchio dalla crisi e dal processo di deindustrializzazione». «Questa è l’operazione di prospettiva che hanno elogiato il premiere Renzi e il governatore Spacca? E per fortuna che tutti e due hanno dichiarato di essersi fatti dare rassicurazioni dagli americani»

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